Quella era una pessima giornata. Non solo nevicava, ma addirittura, nonostante fosse solo un cadetto, Jhon si era ritrovato a fare da guardia sulle mura. E come se non bastasse, doveva anche aggiustare la postazione di fianco alla porta. Le guardie, quelle che in teoria dovevano essere al posto suo, si erano dimesse in massa quella mattina e avevano spaccato tutte le finestre e porte delle postazioni. E lui, ovviamente, doveva ripararsele, era chinato alle prese con la finestra, tentando di sostituire il vecchio vetro, anzi quello che ne rimaneva, con uno nuovo. Era anche riuscito, nell'operazione, a farsi male. Probabilemtne nulla poteva andare peggio...
Il ragazzo si voltò, e si trovò davanti agli occhi... due tette. E anche belle grosse. Vari centimetri più in alto, la loro proprietaria parlò ancora, mentre un rivolo di sangue colava dal naso dell'intirizzito ragazzo.
CITAZIONE
« Vorrei parlare con chi comanda in questo Garden, puoi farmi entrare? »
Jhon alzò, non senza un certo sforzo, lo sguardo dal rigonfiamento del cappotto verso il volto della ragazza. Tentò di dirle qualcosa, ma tutto quello che uscì dalla sua bocca furono dei balbettii poco convinti. Molto poco convinti. Un occhio più attento avrebbe potuto notare anche altre reazioni biologiche in altre zone del corpo, in effetti.
"Signorina, lasci stare il ragazzo, credo sia sul punto di svenire" urlò una voce da sopra le mura. Hime Mandagor era lì, appoggiato ai merli delle mura con una sigaretta in mano, che osservava la scena.
"Perchè vorrebbe incontrare il Preside? Anzi, aspetti che le apro, si ghiaccia la fuori... Cadetto Jhonson, lascia stare la finestra e sali qua, io accompagno la signorina dentro." urlò al ragazzo, mentre i portoni di ferro si aprivano, pesanti e lenti. Hime fece comodametne in tempo a scendere le scale che conducevano dal muro al terreno senza fretta e arrivò prima che la porta si fosse aperta abbastanza perchè qualcuno ci passasse attraverso. Era biondo, e con gli occhi scuri, non era in uniforme ma indossava dei pantaloni neri che all'interno erano ricoperti di lana, e una giacca molto pesante nera anch'essa e con della pellicia intorno alla parte superiore, epr coprire il collo dal freddo. Ora si era messo le mani in tasca e teneva la sigareta tra i denti.
"Come ha detto che si chiama, già?" chiese a Cecilia, squadrandola da capo a piedi. *Niente male, ad occhio... Chissà che vuole una gnocca del genere.* si chiese, aspettando che entrasse e lo seguisse all'interno.
In name of God, impure souls of the living dead shall be banished into eternal damnation. Amen




Born to be Wise
IN MEMORIA:
Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai.
(Fabrizio De Andrè,
Amore Che Vieni, Amore Che Vai, 1966)
CITAZIONE
Se anche tu sei stato sveglio fino alle 3:49 AM a studiare la filosofia cristiana di St. Agostino, copia questo nella tua firma






Faremo scorrere fiumi di sangue
riportando a te schiere di anime perse
in nomine patris
et filii
et spiritus sancti

Io sono InfernoIo sono Paradiso
Bandirò dall'esistenza i demoni impuriSalverò dall'esistenza gli angeli caduti
Porto il marchio della dannazione eternaPorto il marchio della dannazione eterna
Per bandirti dalle porte dell'esistenzaPer aprirti la strada alle porte della pace
Il tuo sangue è la portaIl tuo sangue è la porta
La mia arma è la chiaveLa mia arma è la chiave
Amen
