Il Preside di Balamb percorse i vari corridoi, seguito dalla sua ospite galbadiana e dal nuovo arrivato, candidato all'ingresso nelle file di Balamb. A prima vista, sembrava un soggetto a dir poco instabile e insicuro, capace di reagire in maniera spropositata ad eventi che potevano essere visti con più calma. Anche se forse Hans non sarebbe stato d'accordo.
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Approposito, chissà perché e dov'è sparito?* si chiese il mezz'elfo, ancora sorpreso per quel fatto davvero insolito.
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Forse Aaliyah è troppo per lui...* azzardò Saraphoenix.
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Lei è troppo praticamente per chiunque*
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Anche questo è vero. Sei solo tu che la trovi simpatica* puntualizzò con il tono tipico di una frecciatina.
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Beh, non a tutti si sta simpatici, ma neppure si può essere antipatici a tutti, neppure nella Fortezza dei Demoni* replicò il Mago Rosso con fare accomodante.
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Come?* chiese Saraphoenix incredula quasi ridendo per non piangere.
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Certo, spesso è forzata, ma sempre simpatia è... e se no come mai sarebbero ancora qui a minacciarci insieme ai trabiani, invece di essersi fatti fuori a vicenda?*
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Per lo stesso misterioso motivo per cui c'è ancora vita in questo mondo, se talvolta di vita si può parlare...*
Comprendendo che la Fenice stesse alludendo a se stessa e a tutti i G.F. ricreati in laboratorio, Marcus evitò di rispondere pure con le solite frasi di circostanza e tirò dritto verso la scala che conduceva al piano interrato.
Lì percorse quel corridoio, restaurato e misterioso come l'aveva calcato lui per la prima volta ormai dieci anni prima: il corridoio aveva un'aria di antichità volutamente creata dal gioco di luci create dalle paradossali luci tecnologiche, che conferivano a quel corridoio una luce scura molto particolare, quasi sacrale e in ogni caso molto suggestiva. Quello era uno dei suoi luoghi preferiti, forse perché era uno di quelli che più di tutti avevano colpito la sua memoria di ventenne. Ogni tnato ancora rivedeva la figura del suo predecessore, quando ancora era una brava persona e non il mostro che Hidiesis lo aveva fatto diventare.
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Ti manca molto, non è vero?* chiese Saraphoenix con i sentimenti di una madre che consolava il suo bambino triste per ragioni ben note.
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Sì, anche se credo di essere l'unico a sentire nostalgia per quel passato ormai remoto...* osservò lui, grato alla Fenice per quella premura.
Alla fine arrivarono di fornte alla porta rossa di metallo che sbarrava l'accesso al Centro Addestramenti vero e proprio. Marcus si avvicinò al portale elettronico, simile allo sportello di un bankomat, e vi inserì prima la propria ID Card, poi quella della propria omologa galbadiana e infine quella temporanea per gli ospiti, onde non far scattare inutilmente il sistema di sicurrezza. Mentre impostava però il campo di battaglia, Marcus ebbe un attimo di esitazione: forse quel ragazzo non aveva molto da vivere e contro un Preside, combattente di alto livello per definizione, non poteva reggere poi molto. E anche prima di essere elevato al suo rango attuale, il Warwizard spesso aveva preso le nuove reclute per esaustione delle loro forze magiche più che per ferite gravi... in fondo, non era mai stato un sadico appassionato di scontri letali come Demitri.
Quindi si voltò di tre quarti verso di lui e gli disse: "
Anche se hai scelto il suicidio, ti risparmierò una visita al reparto Grandi Ustionati o una lunga degenza in Traumatologia... te la vedrai con un altro avversario, per oggi" soggiunse enfatizzando significativamente le ultime due parole. Quindi tornò a digitare qualcosa sulla tastiera e sclese infine il campo di battaglia.
"
Fatto." disse infine voltandosi completamente "
Quando arriverà, inizierà il tuo addestramento. Per il momento voltati o chiudi gli occhi, come conviene anche ad Aaliyah."
Nel frattempo, il Preside aveva inviato un messaggio alla persona che aveva prescelto: Nagi Ichiyo Kengo. Il Monaco sarebbe stato un avversario perfetto per Adam, proprio perché paradossale rispetto al suo stile di combattimento ed essenzialmente alla sua arma principale. Sperava che ricevesse presto il messaggio e che venisse subito al Centro Addestramenti.
La luce accecante che scaturiva sempre dalle porte che si aprivano su una nuova simulazione arrivò, inondò le spalle del mezz'elfo e se ne andò rapidamente, più di quanto si ricordasse. Quindi il Mago Rosso li precedette di nuovo e si avviò nell'ambiente simulato. Si trattava di un luogo che Marcus conosceva bene, per quanto il concetto potesse risultare strano: era lo stesso dove lui aveva sostenuto la sua prima prova, ma aveva cambiato le condizioni ambientali: il tempo in quel momento era sereno e un leggero vento spirava da est, passando attraverso i piloni e i muri di cemento armato da poco gettati e che portavano tutti gli odori tipici dei cantieri deserti per la pausa pranzo. L'ambiente sembrava la piazza principale, di forma rotonda e larga circa 25 metri, con una fontana asciutta al centro, tocco di classe del mezz'elfo, larga quasi 5. Il resto dell'ambiente era un intrico di vie e di case in costruzione, alcune dotate di muri, altre invece ridotti a scheletri ancora più essenziali. Verso sud-ovest inoltre si trovava una piccola gru che saliva fino a una decina di metri dal suolo e da cui pendeva un lungo cavo per i trasporti di materiale edile.
A Ichiyo sarebbe bastato inserire la propria tessera identificativa per poter accedere a quella smulazione ad accesso riservato, come gli aveva specificato nel messaggio. Da lì, solo i rapporti di forza e il valore dei due contendenti avrebbe deciso gli esiti del combattimento.
Per sconfiggere un nemico non bisogna sfruttare solo la forza, ma anche e soprattutto la conoscenza e l'astuzia tattica.
Ma ciò che conta veramente è qualcuno su cui poter contare in simili momenti difficili. Chiunque può essere forte, ma da soli, o in compagnia degli sciacalli, si finisce per rivoltare la propria arma contro se stessi.

"Warwizard non è il tuo vero nome?" chiese la ragazza.
"No, il mio nome è sepolto nel mio passato, nel mio vecchio essere" rispose il mago guerriero
"Perché hai scelto questo nome, Warwizard?" chiese allora Diana al mezz'elfo.
"Perché non descrive la mia vita attuale, ma quello che sono" rispose "sono forte e facile all'ira. Ciò mi rende un guerriero come tanti ce ne sono. Ma so comprendere... i problemi degli altri, così come le mie colpe, che so e che devo affrontare." Il mezz'elfo sospirò, prima di continuare: "Inoltre sono anche facile al perdono. Forse troppo, forse no. Ciò mi rende anche un mago. L'unione di tali elementi forma la vera essenza del mio nome. Il fatto che sappia usare la spada e la magia assieme è solo una mera coincidenza." (fonte autografa)


La mia scheda al Saint Clan.
