Del tempo si hanno molte immagini: alcuni dicono che sia una linea continua, altri ritengono che la linea sia chiusa e circolare, altri ancora mormorano che sia talmente complesso da essere simile ad un mare in burrasca. Di tutte queste immagini però, nessuna corrisponde esattamente alla verità: il tempo è un insieme di cicli continui che si ripetono e al contempo legano le varie epoche come gli anelli si legano in una catena che si dipana all’infinito. Un esempio illustre di questa affermazione è data dalla storia di Squall Leonheart e dei suoi compagni: tutti oggi conoscono l’intreccio che il destino ha tracciato loro per l’eternità, ma pochi hanno osato approfondire l’epoca successiva alla caduta della Strega Artemisia. Circa mezzo millennio è trascorso da tale storico evento e in tali secoli molti grandi eventi hanno segnato la storia.
Le Streghe infatti continuarono ad esistere anche dopo Artemisia, anche se spesso, proprio per colpa della loro simile più famosa, furono spesso oggetto di ripetute cacce e di esperimenti sempre più inenarrabili sulla privazione dei poteri che le contraddistinguevano, onde poterle poi uccidere senza dover trasmettere la loro dannazione ad altre persone. Tali esperimenti condotti con la tecnologia ebbero però un risvolto quanto mai imprevisto: la magia, a lungo considerata come un’emanazione della terra assimilabile tramite apposite fonti, venne a scomparire nella forma fino ad allora conosciuta e per alcuni decenni nessuno, salvo le Streghe, poté utilizzare alcuna forma di magia.
Il mondo però trovò un nuovo equilibrio per riparare a ciò che la civiltà aveva causato: sul finire del secondo secolo dopo la caduta di Artemisia, sorse un nuovo villaggio nella parte settentrionale del continente di Centra, lasciato disabitato e incolto per le sue difficili condizioni. Quel villaggio prese il nome di Mystra, ma ben presto divenne nota anche come “la patria della magia”. I suoi abitanti erano studiosi delle forme di magia più arcane ed antiche e avevano scoperto e diffuso tra gli uomini la verità su ciò che era accaduto: al contrario delle teorie di molti scienziati, la magia non era scomparsa. Aveva solamente cambiato forma e il suo modo di manifestarsi era cambiato con esso. La magia, secondo le teorie mystrane, si era frammentata nei vari elementi e ognuno di essi si era spostato su un proprio piano parallelo ed adiacente a quello del mondo conosciuto, da cui era però possibile evocare una parte di tali elementi, a prezzo però di una determinata quantità di energia interiore, che loro definivano Energia Magica.
Ciò tuttavia non valeva per le Streghe, le quali avevano continuato a usare la propria magia con una forza a volte crudele, a volte nascosta. Tuttavia dopo la nascita di Mystra, furono viste di nuovo e ancora di più come un’anomalia pericolosa e innaturale e, solo per questo, da eliminare. La caccia durò per circa due secoli e mezzo, con un ritmo sempre più incalzante ed implacabile e divenendo sempre più spietata e feroce, sempre più disumana… fino a quando anche l’ultima delle Streghe non venne privata dei propri poteri e uccisa. Con ciò, l’umanità aveva creduto di scacciare per sempre il proprio terrore e ciò che rischiava di minacciare sempre la propria tranquillità. Ma ogni azione ha le sue conseguenze e l’eliminazione delle Streghe fu la più terribile di tutte.
Nel tentativo infatti di deviare da sé l’attenzione e di continuare quindi a sopravvivere, l’ultima Strega aveva trovato e riattivato il Lunatic Pandora, il mistico marchingegno capace di attirare i mostri sulla terra mediante la procedura del Pianto Lunare. La Strega venne uccisa nella stessa macchina poco prima che il pianto iniziasse, ma nessun’altro sapeva pilotare il Lunatic Pandora e in quello stesso giorno nuovi mostri discesero sul pianeta… ma non furono i soli a cadere dalla luna. Difatti le Streghe, nonostante alcune di esse fossero deviate e spietate per sete di potere, avevano costituito un baluardo posto millenni addietro dal Grande Hyne. Questi aveva dato ad ognuna delle sue figlie originarie un ulteriore potere, che nessuna poteva esercitare, ma che era fondamentale per la difesa del mondo: quel potere era legato alla vita di ogni singola Strega e formava una barriera tra la terra e un particolare tipo di mostri che Hyne aveva esiliato. Non esistendo più nessuna Strega viva, quella protezione venne improvvisamente a cedere e quei particolari mostri poterono infine tornare a devastare la terra… quei mostri senzienti che oggi tutti chiamiamo “Demoni”.
Nel mezzo secolo che seguì tale tragedia, i Demoni portarono una dilagante e incontenibile devastazione in quasi tutto il mondo e le tre grandi potenze militari non riuscirono a fare nulla per arginare un tale nuovo sconosciuto nemico. Tale improvviso crollo fu determinato da un’altra non secondaria conseguenza della caccia alle Streghe: gli spiriti noti come Guardian Force scomparvero quasi contestualmente dal mondo: molti di essi semplicemente morirono, altri decisero invece di rifuggire l’abominio che si era venuto a formare; altri ancora subirono un processo di involuzione tale da portarli ad assumere forme più semplici e contenute, simili a quelle di animali o mostri particolari e innocui, immemori del proprio passato e inconsapevoli della loro natura. Altri ancora decisero di rimanere, sebbene indeboliti, con coloro a cui si erano legati mediante il processo della Junction.
Privi dei loro tradizionali alleati, i Garden subirono quindi una sconfitta dopo l’altra, fino a quando i Demoni riuscirono a distruggere completamente il Garden di Balamb. Senza più la sua forza militare, fu solo questione di tempo prima che lo stesso omonimo continente divenisse meta e preda degli insaziabili appetiti dei Demoni. Il massacro della popolazione balamiana venne impedito solo da un ristretto manipolo di soldati sopravvissuti alla distruzione del Garden e dai rinforzi mandati da Galbadia: la battaglia che infuriò allora fu terribile e non lasciò praticamente superstiti da entrambi gli schieramenti. In tale scontro persero per la vita prima volta colui che era allora un sottufficiale del contingente, Siryu Brik, uno dei pochi maghi di Galbadia, e la sua Guardian Force Vervada, una dragonessa elettrica e uno dei pochi spiriti indeboliti che erano rimasti dopo la scomparsa delle Streghe, ma alla fine venne ottenuto il risultato voluto: il decimato contingente galbadiano costrinse la forza demoniaca a ritirarsi dall’isola.
La superficialità delle disposizioni che aveva causato la rovina cui era andato incontro il contingente galbadiano portò ben presto alla deposizione del Preside del Garden di Galbadia. Al suo posto venne insidiato, per ragioni ignote, il mago che era caduto a Balamb, il cui corpo era stato ricostruito e integrato con protesi metalliche e meccaniche in forma di cyborg. Contestualmente il Garden di Trabia, il più periferico dei tre, cambiò il proprio comandante e al rango di Preside salì Selene Iceblood, una donna forte e misteriosa, apparentemente fredda, persino glaciale, ma dall’insospettabile forza.
Lei e Siryu Brik riuscirono nel difficile compito di riorganizzare le truppe e di unire i propri eserciti. Fu allora che i rapporti di forza cambiarono: la nuova potenza militare così creata riuscì nel corso di ripetute battaglie ad espandere di nuovo il fronte umano e tenere così lontani gli eserciti dei Demoni dai propri continenti e da quello di Balamb.
Tali sforzi ebbero però un imprevisto, ma decisivo sostegno: civiltà a lungo dimenticate e falsamente credute estinte o addirittura parte di sole fiabe e racconti riemersero dai loro nascondigli e si unirono ai ranghi umani in più di un’occasione: fu così possibile vedere i Demoni scontrarsi non solo con gli uomini, ma anche con Elfi, Nani, Ronso, Moguri e altre specie ancora.
Grazie a tali sforzi e ad altri aiuti ancora, fu possibile realizzare l’ambizioso progetto dei due Presidi allora in carica: ricostruire il Garden di Balamb e creare un nuovo punto di frontiera contro i Demoni, tornati ad arroccarsi nel continente di Centra e in quello di Esthar. Difatti tutti si erano resi conto che continuare le ostilità avrebbe significato solamente arrivare allo stremo e allora solo il destino avrebbe potuto decretare chi avrebbe ottenuto la più grande Vittoria di Pirro della storia.
Il nuovo Garden, al pari di quello di Galbadia, venne riedificato dove un tempo sorgeva il vecchio edificio mobile. Tuttavia il progetto di una base mobile venne subito accantonato: di mezzi militari simili ce n’erano e realizzare un progetto di quelle dimensioni senza gli ingegneri della distrutta Fisherman’s Horizon sarebbe stato molto difficile, nonché decisamente rischioso se, com’era purtroppo avvenuto, non si possedevano le capacità per gestire al meglio una simile struttura. Pertanto il nuovo Garden di Balamb ebbe l’aspetto di una grandiosa fortezza antica, maestosa ed imponente e solo apparentemente obsoleta: difatti il nuovo Garden, come segno di unione tra la tecnologia galbadiana e gli arcani della magia trabiana, aveva fin nelle proprie mura evidenti segni di modernità e di pratiche magiche. Il comando di questa struttura venne poi affidato dai due Presidi a un personaggio ambiguo che avevano conosciuto nel corso delle innumerevoli battaglie fino ad allora combattute: Demitri Maximoff. Questi era un Alchimista mezzo vampiro che si era risvegliato dopo un sonno durato millenni, completamente immemore del proprio passato e in parte anche della propria natura, ma che sembrava essere una brava persona, oltre che un talentuoso scienziato.
Consapevoli che senza i Guardian Force la situazione sarebbe potuta rimanere in stallo per troppo tempo, i tre Presidi iniziarono delle ricerche per trovare un modo per riportare in vita tali Guardiani e le prime ricerche furono condotte a Balamb da Eztkiel Vaan Vinosec, un altro alchimista da sangue di drago nelle vene. Tuttavia lo scienziato
si trasferì ben presto a Trabia, sotto la direzione della sua vecchia amica Selene Iceblood, la quale aveva approntato ben altre strutture e un’intera equipe di scienziati esperti in vari settori. Le ricerche furono lunghe e complesse, ma dopo anni finalmente si ottennero i primi risultati: alcuni Guardiani tornarono alla vita con le loro esatte memorie e personalità… e ostilità, come ben dimostra il caso di Saraphoenix, la Regina delle Fenici. In seguito, Vinosec rese possibile anche la creazione di nuovi tipi di Guardiani mai esistiti prima e dalle caratteristiche a volte spaventose, tanto da dover essere rinchiusi e sigillati per il bene di tutti. Tale è il caso di Hidiesis…
Nell’arco di un cinquantennio il nuovo Garden di Balamb divenne ciò per cui era stato progettato e anche di più: tornò infatti ad essere una potenza militare non indifferente e dall’economia florida, per nulla arretrata o dipendente da Trabia o Galbadia. Ma ancora più degli altri due, il terzo Garden divenne fonte di sicurezza per l’intero continente e un’autorità anche politica.
Tuttavia Balamb non fu la sola a risorgere: una donna che aveva in sé ancora alcune misteriose caratteristiche delle Streghe si era resa conto che i Demoni, frammentati e divisi com’erano, sarebbero stati destinati presto o tardi alla sconfitta. Così la mezza Strega Althea Fiorediluna asservì alcuni Demoni minori e li pose all’opera in quello che alcuni considerano il più grande spregio all’umanità: al centro del continente di Centra era stata un tempo eretta una fortezza che serviva come punto nevralgico per la caccia alle Streghe in quel continente… e una volta assolta tale sanguinaria e stolta funzione, l’avamposto fu rapidamente abbandonato, perché non attrezzato e assolutamente inadeguato alla nuova minaccia dei Demoni. Althea ebbe invece l’idea di riparare quel luogo e ricostruire ed ampliare il complesso per infine sfruttare quel relitto di altri tempi per raccogliere quanti più Demoni possibile e creare quindi un esercito così potente che nessuna nazione, umana o meno, avrebbe potuto anche solo sperare di resistere. E allo scopo, ribattezzò quel luogo con il nome con cui è noto ancora oggi:
Fortezza dei Demoni.
La storia della Fortezza si intrecciò presto con quella di alcune figure alquanto oscure, più ancora della stessa Althea: uno era un Demone Alchimista che si faceva chiamare Hastarog, l’altro era il suo servitore e sicario, il Mezzodemone Ninja Moritsune Asuka. Costoro trovarono in un primo tempo accoglienza e accettazione tra le mura della Fortezza, ma eventi poco chiari correlati agli esperimenti dell’Alchimista li portarono ben presto ad essere invisi persino ai Demoni più crudeli che abitavano quel luogo di sofferenza e di orrori. Di loro non se ne seppe più nulla per qualche tempo…
Nel frattempo anche i Garden avevano ripreso o iniziato le loro politiche di reclutamento di nuove leve per affrontare una minaccia contenuta, ma non ancora debellata e pertanto ancora innegabilmente pericolosa. È in tali strutture che cominciarono ad arrivare alcuni tra i più promettenti allievi, le cui vite si sarebbero ben presto intrecciate con i più imprevedibili e terribili progetti del destino.
A Balamb il primo dei nuovi fu un Mago Rosso Mezz’elfo originario di Mystra, nel nord del Continente di Centra. Il suo nome era
Marcus, ma in molti paesi era meglio noto come lo Spadaccino Infernale o, più recentemente, come il Warwizard. Questi, già orfano di madre, aveva subito un destino ancora più infausto fin dalla sua infanzia, in quanto proprio Hastarog distrusse completamente la sua famiglia in cerca di vendetta per ciò che la distruzione che nonno paterno del Mezz’elfo aveva portato alla vita e agli esperimenti del padre dell’Alchimista demoniaco. Tuttavia Marcus sopravvisse in qualche modo e arrivò poco più che ventenne presso il Garden di Balamb. Qui, nell’ufficio del Preside, Marcus incontrò
un’esuberante ragazza, che affermava di provenire da un’altra dimensione, ma di cui si persero presto le tracce. Tuttavia Erika non fu la sola che incontrò: in quello stesso ufficio fece la conoscenza della figura più emblematica del Garden, la stessa che lo dirigeva da ormai mezzo secolo. Demitri Maximoff, incuriosito da entrambe quelle figure e da ciò che avevano da dire, li sottopose entrambi ad una
prova di combattimento, la stessa che ogni persona che ambiva a divenire parte del Garden doveva affrontare. Lo scontro si rivelò molto forte e cruento e quasi costò la vita al Mago Rosso, ma nessuno dei due venne respinto… e dopo una settimana di coma, iniziò la vita del Mezz’elfo al Garden di Balamb.
In quello stesso periodo, il Garden di Trabia ricevette un nuovo, inatteso ospite: in villaggio vicino alla struttura era comparso uno strano bambino venuto da chissà dove, che, nonostante la sua età, ancora non parlava e che in qualche modo era apparso “strano” e inquietante a tutti. Ricevuta la richiesta di accoglierlo presso di loro, Selene Iceblood affidò il compito di
accogliere il nuovo arrivo a Eztkiel Vaan Vinosec, suo Vicepreside oltre che ricercatore capo. Questi fece come gli era stato chiesto e prese in custodia il bambino dalla scorta armata che lo aveva trasportato fino a lì e con molta calma e l’affetto di un padre riuscì a fargli pronunciare il suo nome: Chris. Fin da subito, questi si rivelò un soggetto alquanto difficile, ma al contempo molto affascinante: Vinosec comprese che il piccolo doveva aver avuto brutte esperienze pur alla sua tenerissima età, tanto da essere segnato e da reagire con autentico terrore alla vista dei laboratori. Ma presto si palesò anche il motivo per cui gli abitanti del villaggio diffidavano di quella piccola creatura: Chris possedeva dei naturali e inusuali
poteri sacri degni dei migliori Maghi Bianchi e inoltre in lui c’era un’entità, che il piccolo chiamava Soriel. Qualcuno aveva forse pensato ad un Demone parassita particolarmente resistente, ma, dopo alcuni attenti esami, il Responsabile del Laboratorio Guradian Force comprese che in realtà quell’entità era uno dei pochi G.F. rimasti dopo la caduta delle Streghe! Per vedere quel raro
G.F. naturale e stabilizzare il processo di Junction, il Mezzodrago condusse il bambino nella
Sala di Contenimento del laboratorio, dove indusse Chris ad evocare Soriel… dal cuore del piccolo comparve una sorta di bambina-volpe bianca armata di campana, che, nonostante il loro legame, attaccò il piccolo. La battaglia che ne seguì sembrava a ssenso unico in favore della G.F., ma all’improvviso sbloccò qualcosa in Chris, il quale vinse la sua sfida e una Junction sana con Soriel.
Pochi giorni più tardi arrivò a Trabia un altro individuo del tutto particolare: questi era
Ichigo Kurosaki, un ragazzo esperto nell’uso del Gunblade. Nel suo
combattimento contro Vinosec diede buona prova di sé, ma al contempo si rivelò anche per quello che era: un Mezzodemone, reincarnazione dell’antico e potente demone Raizen, che, secondo i libri di demonologia antica, quando i Demoni esistevano millenni prima, si era ribellato ai suoi consanguinei e li aveva combattuti per preservare il mondo fino a quando, per eventi ancora misteriosi, si sigillò in un albero già allora secolare delle foreste di Trabia.
Nonostante la sua natura, nota solo a Vinosec e, più tardi, al Warwizard, Ichigo venne accettato all’interno del Garden e lo servì fedelmente. Ben presto si presentò un’occasione per mettere alla prova la forza e la fedeltà del nuovo Raizen all’esterno della struttura quando un villaggio relativamente distante da essa chiese supporto per una serie misteriosi eventi che stavano sconvolgendo la vita degli abitanti. Una volta giunto sul
posto Ichigo ottenne dal capovillagio alcuni uomini armati per aiutarlo nelle ricerche e nei pattugliamenti, ma ancora non sapeva che quegli stessi uomini gli avrebbero fatto presto capire la verità su quegli eventi: ogni notte il villaggio era visitato da un Demone che, caso estremamente raro, usava la magia sacra pur essendo di indole malvagia… e la usava per uno scopo offensivo e non difensivo come i altri sacerdoti. Ogni notte infatti egli usava il proprio potere per creare un sonno sacro sugli abitanti e lasciare poi loro dei segni sulle sue visioni sul mondo, che gli abitanti ovviamente non comprendevano, né potevano comprendere. Come sempre, i soldati caddero addormentati, ma Ichigo, grazie alla sua natura in parte demoniaca, riuscì a resistere all’incanto e allora, non credendo ai vaneggiamenti dell’avversario e rifiutando la sua offerta di “salvezza”, ingaggiò battaglia con lui e ne risultò vincitore.
Mentre Ichigo combatteva, al Garden di Trabia arrivò un’altra persona destinata ad avere grande influenza su alcuni eventi futuri: era una ragazza che aveva nelle vene il sangue del padre drago, morto dopo aver salvato se stesso e la figlia dagli esperimenti di un ignoto demone circa un secolo prima. La ragazza, destinata dal padre ad essere la figlioccia di Demitri Maximoff, crebbe invece tra i mostri noti come Tomberry, apprendendo la loro lingua e la loro cultura e ricavando un amore per i mostri che pochi altri, uomini o demoni, ancor’oggi saprebbero o potrebbero condividere.
Anche alla Fortezza dei Demoni arrivarono nuovi individui destinati presto ad avere un posto di rilievo negli eventi: il primo di essi fu Seppy, un ragazzo dalla natura ancora sconosciuta e leggermente instabile, tanto da riuscire a ferire o distruggere quasi tutto ciò che toccava quasi senza volerlo. Questi provò subito il suo valore nella sua prova contro Althea e ne divenne presto il Vicecomandante. Il secondo individuo invece fu Dvorack, un umano tradito dalla sua nazione e che per questo aveva deciso di vendicarsi schierandosi dalla parte dei Demoni.
Mentre i Garden crescevano, a uno degli studenti di Balamb venne affidata la sua
prima missione al fianco di un ufficiale del Garden: la missione consisteva nell’indagare sulla sparizione di alcuni bambini dall’orfanotrofio dell’omonima cittadina, posto in un bosco a qualche chilometro da essa. Tuttavia tale missione avrebbe avuto risvolti imprevisti e imprevedibili: sul posto Marcus il Warwizard trovò una vecchia conoscenza, la kunoichi Sakura del clan Asuka. Questa era stata per mezzo anno compagna di addestramento del Mezz’elfo sotto il Maestro che aveva seguito l’anno prima di entrare tra le schiere del Garden proprio su indicazione di quest’ultimo… e Marcus la ricordava con affetto e con l’interesse di un ragazzo coinvolto in uno dei suoi primi amori. Il giovane rimase quindi impietrito e agghiacciato nel vedere la ragazza succhiare il sangue direttamente dal collo di una bambina innocente. Quando lei si accorse di non essere sola, si voltò e offrì al suo vecchio amico lo stesso potere che lei stava ottenendo, ma il Warwizard, sconvolto, rifiutò, provocando così la reazione offensiva della kunoichi subito dopo la mutazione che seguì alle sue ultime parole. La loro lotta fu spietata da parte di Sakura, mentre Marcus cercava semplicemente di fermarla e portarla al Garden, dove sperava che i talenti alchemici del Preside potessero far regredire l’abominio che aveva dinnanzi agli occhi. Tuttavia così non avvenne, perché mentre la ragazza continuava a mutare, fece la sua comparsa Hotsuma Oboro, il Maestro Ninja di Marcus e Sakura. Alla vista del potente shinobi, la nuova Demoniessa decise di rimandare lo scontro con l’ex amico a un secondo momento. Marcus fu tentato di inseguirla, ma alla fine decise di restare per scoprire dal Maestro quello che era successo. Questi, dopo avergli raccontato quel che sapeva, gli impartì un nuovo insegnamento prima di andarsene. La missione del Warwizard era fallita in partenza e il suo animo era stato sconvolto, ma quello non era che l’inizio…
Non passò molto tempo prima che i Demoni tornassero a far mostra di sé e della propria potenza.
Il vasto continente di Esthar era stato a lungo terreno di caccia dei demoni nella sua parte meridionale, fino a quando non si erano mossi verso nord. La guerra era stata quindi portata anche in quel luogo e aveva infuriato non solo tra gli uomini e i Demoni, ma anche tra gli stessi Umani: privi infatti dell’aiuto di particolari razze benevole come elfi o nani, molti impazzirono o si fecero corrompere dalla prospettiva di servire i Demoni anziché divenirne preda e alzarono quindi le armi contro gli stessi conterranei. Presi tra due fuochi, gli abitanti di Esthar City decisero di sfruttare la loro rinomata tecnologia per dividere la città con un muro simile a quello che secoli prima isolava il continente dal resto del mondo. Questo muro andò ad assumere una funzione anche simbolica, perché in tal modo proteggeva la parte a est della città, quella che ancora resisteva e voleva resistere a tutti i nemici, da quella occidentale, che invece si era follemente consegnata nelle grinfie degli oscuri invasori. Ancora oggi la città resta divisa in due parti e il resto della parte centrale e settentrionale del continente è in uno stato politico incerto, mentre il paesaggio resta tristemente frastagliato dalle rovine di ciò che era un tempo e dei tentativi di far tornare la vita all’antico stato.
In tale panorama i Demoni comandati da Althea tornarono a colpire la nuova Esthar City. Cinti da un assedio troppo forte, gli abitanti inviarono una richiesta d’aiuto al Garden di Balamb. Demitri Maximoff, consapevole del fatto che i suoi studenti erano ancora troppo pochi e troppo poco esperti per una situazione del genere e del fatto che se avesse inviato tutte le sue truppe avrebbe esposto Balamb a una probabile seconda distruzione, chiamò a raccolta le forze degli altri due Garden. Questi risposero inviando ciascuno un contingente per risolvere rapidamente la questione. Il contingente galbadiano era comandato da Mark Robert Riid, un ufficiale dell’esercito senza memoria, ma misteriosamente sopravvissuto all’esperienza che aveva trasformato Bryk in un cyborg; gli uomini e le donne di Trabia erano invece guidati da due personaggi che si erano già distinti nel loro Garden: Ichigo Kurosaki ed Elettra Kusa. Il preside di Balamb fu l’unico del suo rango a partecipare a tale impresa e partì separatamente in groppa ad un drago per preparare la strada all’atterraggio del trasporto galbadiano che avrebbe portato sul luogo i contingenti dei tre Garden. All’interno del mezzo i comandanti discussero le strategie da adottare e in tale occasione il Warwizard venne separato dal contingente di Balamb per fornire supporto magico alla squadra di Mark Robert Riid.
Una volta scesi a terra gli uomini si separarono in varie squadre e iniziarono chi a fortificare la posizione, chi a esplorare l’area in cerca di spie ed eventuali informatori. Molti furono passati per le armi anche solo per il sospetto di essere al soldo del nemico, ma la presenza dei molti uomini al di fuori delle fortificazioni di Esthar City non poteva passare inosservata a lungo: una squadra di pattuglia trabiana venne fermata e annientata prima ancora che potesse dare l’allarme agli uomini che ancora stavano fortificando la posizione e, grazie a tale fattore, i Demoni passarono ad un feroce attacco contro i tre contingenti, dimezzati e ancora impreparati a una tale prevista evenienza. Le squadre in esplorazione, allertate dai rumori della battaglia e da frammentate e disturbate comunicazioni, cercarono allora di tornare indietro a dar manforte ai propri compagni, ma solo poche di esse riuscirono a tornare in tempo per essere massacrate dalla ferocia dei nemici.
Alla fine solo una si ritrovò integra, ma isolata al di fuori del cerchio difensivo dei Garden stretto d’assedio da buona parte dell’orda demoniaca. Mark Robert Riid decise allora di portare allora gli uomini sotto il suo comando attraverso le linee nemiche per cercare di arrivare alle porte di Esthar City Est attraverso un indebolito anello d’assedio. L’impresa fu ardua e richiese un ulteriore tributo di sangue, ma nonostante i troppi nemici lì presenti, Riid e il Warwizard arrivarono fino alla loro meta. Nel frattempo i ranghi galbadiani erano stati quasi completamente decimati e anche quelli di Trabia e Balamb, a dispetto della presenza dell’Alchimista e dei Maghi Bianchi, stavano facendo la stessa fine. L’ultima ora sembrava ormai giunta quando i difensori dovettero stringersi e lasciare che i nemici passassero attraverso le fortificazioni e i Demoni che ancora non lo avevano fatto, già stavano pregustando carne e sangue di chi si reggeva ancora in piedi… ma arrivarono in quel momento ad assaggiare le pallottole psicocinetiche dell’ufficiale galbadiano e l’acciaio fiammeggiante del mezz’elfo balambiano, che piombarono loro addosso con l’esercito esthariano accorso ad aiutare gli aiutanti e dopo alcune ore, l’esito della battaglia andò a favore dalle quattro forze alleate.
Tuttavia in pochi gioirono insieme agli esthariani per il successo della spedizione. Per alcuni si trattò di un’amara vittoria di Pirro: i Demoni arrivarono a ritirarsi per le troppe perdite e gli esorcismi che ancora venivano lanciati contro di loro, ma anche i ranghi dei tre Garden erano stati terribilmente falcidiati senza speranza di resurrezione: di tutti coloro che avevano partecipato alla missione da Balamb, solo il Warwizard e Demitri Maximoff tornarono indietro con un pugno di uomini vivi, pochi redivivi e troppe casse da morto, Kurosaki e Kusa condussero a casa i trabiani superstiti con i corpi dei loro compagni abbandonati all’eterno riposo, mentre Mark Robert Riid tornò indietro con pochissimi uomini e con la schiera di morti più impressionante dei tre contingenti. La guerra era stata da sempre combattuta in maniera brutale e spietata e se non si era andati fino in fondo in quel giorno era solo perché tutti erano consapevoli che proseguire avrebbe significato l’annientamento totale di uno dei due schieramenti… e nessuno a quel punto voleva scoprire quale.
Anche se la guerra non si era conclusa, le sue conseguenze non tardarono a farsi sentire: alcuni ottennero fama, rispetto, invidia e qualche dose di timore non sempre reverenziale e con essi ottennero una certa dose di prestigio; altri invece lo persero, a volte in grande misura. Tra questi ultimi, chi perse maggiormente prestigio fu Althea: la mezza Strega si era imbarcata in un’impresa che l’aveva alla fine fatta sfigurare e molti Demoni la vedevano ormai come incapace e indegna di governare la Fortezza, anche se nessuno osò neanche tentare di dirlo apertamente. Per cercare di riprendere saldamente le allentate redini del comando, Fiorediluna tornò sul luogo del recente misfatto: da sola e mascherata, la creatura oscura si addentrò ad Esthar City in cerca di un punto debole o di qualcosa che le offrisse un’occasione di “redenzione”… e la sorte le arrise! Nella stessa taverna di dubbio gusto si era fermato Etzkiel Vaan Vinosec, giunto lì dopo la guerra per rinvenire dei materiali scientifici da uno dei laboratori segreti di Esthar. In quel luogo i due ebbero una curiosa discussione e, mediante un mezzo bacio, Althea venne a sapere che nel Garden di Trabia si stavano conducendo delle ricerche per la ricreazione e la conservazione dei Guardian Force. Un’occasione troppo bella e troppo invitante per non essere colta…
Tornata alla Fortezza dei Demoni, la sua Comandante preparò una nuova spedizione, ma non più di massa, bensì segreta e riservata a pochissimi, oltre a lei. Furono scelti due reduci della fallita invasione di Esthar, che, nonostante lo sfacelo, erano riusciti a distinguersi ai suoi occhi: il primo che scelse fu Seppy, che mise subito all’opera nella riproduzione di uniformi e tessere false che non sarebbero poi servite, mentre il secondo fu Dvorack.
Contemporaneamente però, Demitri Maximoff aveva anch’egli deciso di recarsi a Trabia e con sé decise di portare altri due cadetti, due Maghi Rossi: la prima scelta cadde immediatamente sul Mezz’elfo, mentre la seconda su Kalou, un giovane Mezzodemone arrivato al Garden dopo la spedizione di Esthar. Questi non era un vero e proprio Mezzodemone, in quanto il suo corpo era in parte posseduto da un’entità di probabile origine demoniaca, che non era riuscita a prendere pieno controllo su di lui, ma che gli aveva comunque fornito strani e utili poteri. In seguito lui e Marcus divennero compagni di stanza, anche se per poco tempo. Il terzetto di Balamb sfruttò un teletrasporto segreto nella Presidenza per arrivare direttamente sulla spiaggia dove li attendeva un piccolo mezzo di trasporto.
Dopo poche ore, i Balambiani
arrivarono dinnanzi al Garden di Trabia, dove ebbero un piccolo diverbio con Ichigo e June, una nuova allieva di Trabia. Lì il Mezz’elfo fece veramente la conoscenza dello specialista locale del Gunblade e, intravedendone il simbolico tatuaggio, ne riconobbe immediatamente la natura… sulla quale decise però di tacere.
Demitri lasciò che i quattro giovani si scontrassero in un incontro amichevole e si recò di nascosto nei laboratori di Trabia. Approfittando dell’assenza di Vinosec, l’Alchimista si infiltrò fin nella camera di isolamento dei G.F. pericolosi e degli errori di laboratorio e lì costrinse il Vicedirettore del laboratorio, il Dottor Pliskin, a liberare un autentico terrore, che si era rivelato perfino troppo potente per poter essere distrutto… e lo stesso Demitri si ritrovò in grande difficoltà nell’affrontare
Hidiesis. Questo non era un G.F. come gli altri: era un esperimento creato in quello stesso laboratorio molti anni prima al solo scopo di permettere al Preside di Balamb di recuperare i propri ricordi perduti, ma ciò che ne uscì, un cuore nero gigante dotato di vita propria e di un gran numero di occhi, fu un concentrato di malvagità talmente profonda e oscura che molti temettero di aver creato un Demone… e in effetti, la storia avrebbe presto o tardi mostrato che quei timori non erano poi così infondati. Demitri rischiò di non farcela in quell’occasione, ma riuscì ad avere infine ragione del proprio avversario e creò la Junction che non aveva ultimato anni prima. Ancora però non sapeva dell’enormità del suo errore!
Mentre tutti combattevano, chi in un modo, chi in un altro, i Demoni fecero la loro comparsa. Scartato il piano di spacciarsi per studenti galbadiani in visita per ottenere dei G.F., Seppy e Dvorack fecero irruzione nel laboratorio attraverso un passaggio sotterraneo e costrinsero gli inermi scienziati lì presenti a creare in maniera estemporanea due entità, un cane e un coccodrillo a 6 zampe, che poi
affrontarono e vinsero senza troppi riguardi per le apparecchiature del laboratorio.
Poco dopo però, i Demoni ebbero una sgradita visita: tornato a prendere i suoi cadetti, Demitri Maximoff aveva condotto Kalou nel laboratorio mentre Marcus si riprendeva da un malore, fatto insolito per via della spiccata resistenza del sangue elfico a simili fenomeni. Non ci volle molto ai Balambiani per comprendere la situazione e meno ancora per venire alle armi. Il Mago Rosso Mezzodemone affrontò l’umano traditore, ma poté solo tenere impegnato lui e il suo G.F., mentre il Preside Alchimista affrontava il Demone dai capelli rossi. Pur indebolito dalla lotta con Hidiesis, però, il Mezzo Vampiro rimaneva comunque troppo forte per l’avversario e alla fine ne ebbe mortale ragione. Dvorack sembrava spacciato, ma a quel punto comparve Althea. Per la seconda volta la Comandante Suprema della Fortezza si ritrovò in una posizione di stallo, ma consapevole della pericolosità della situazione, optò per l’unica scelta a lei praticabile: uccidere senza scrupoli il proprio ostaggio e scambiare così un morto per un morto e Dvorack in cambio del mancato attacco. Per ragioni mai accertate, Demitri accettò lo scambio e anziché incalzare il nemico, permise ai Demoni di fuggire. Il passaggio rimase sigillato da allora e tutti i muri furono poi rinforzati, ma non fu per tale precauzione che non si verificarono più invasioni nel laboratorio trabiano.
Mentre Demitri portava in infermeria l’incauto deceduto per farlo resuscitare, Kalou ebbe la possibilità di sfruttare l’unica macchina di creazione dei G.F. ancora rimasta e quindi entrò nella Sala di Contenimento per
sfidare la propria creazione, un possente minotauro di fuoco.
Quella sera stessa, Marcus si riprese dalla propria condizione, ipotizzando a cosa potesse essere stata ricondotta e cosa potesse averla provocata. Aveva saputo cosa era successo in sua assenza e gli dispiaceva di non poter essere stato d’aiuto, ma per fortuna tutto si era risolto, anche se non proprio per il meglio. Quindi Marcus si avviò da solo verso il laboratorio, allora lasciato completamente al buio per l’assenza di scienziati. Di fronte alle luminescenti provette contenti G.F. ricreati ma allo stato embrionale e liquidi per la creazione degli stessi dalla mente di chi utilizzava le apparecchiature per la “creazione artigianale”, il Mezz’elfo incontrò un nuovo misterioso studente di Trabia, Rasler Heios. Insieme i due incontrarono uno stralunato e quasi paranoico Pliskin, ma riuscirono a identificarsi senza ulteriori violenze sullo scienziato e a ottenere quindi la possibilità di avere i propri Guardian Force. Le sorti di Rasler sono tutt’ora ignote, mentre quelle del Warwizard arrivarono in quel momento fatale ad incrociarsi con una delle più potenti G.F. ricreate che il laboratorio avesse mai osato riprodurre: questa era
Saraphoenix, la Regina delle Fenici, la stessa G.F. che Marcus aveva cercato in lungo e in largo prima di incontrare Hotsuma Oboro. Anche se come piromante poteva comunicare con lei tramite le sole vibrazioni magiche che la Fenice emanava e che erano incardinate sul Fuoco, la Guardian Force rifiutò in un primo momento la Junction con il Mago Rosso, volendone prima saggiare il valore e la tempra. La lotta non escluse colpi, ma portò entrambi i contendenti al risultato che volevano ottenere: la Regina delle Fenici ebbe la conferma del valore di chi aveva al suo cospetto, mentre Marcus ottenne finalmente la Junction con la potente entità.
Saraphoenix però non era la sola Guardian Force ricreata senza l’ausilio degli impulsi mentali: un’altra creatura era Vervada, la precedente G.F. di Siryu Bryk. Al suo ritorno, il Vicepreside di Trabia raffinò il procedimento e quindi convocò il Preside di Galbadia, comunicandogli la riuscita ricreazione della dragonessa elettrica. Il problema era però che Vervada non era affatto contenta di essere tornata in vita, bensì era arrabbiata con il suo ex padrone da quando questi si era fatto ammazzare dopo aver inseguito a Balamb un gruppo di Demoni apparentemente in fuga, provocando la fine della unità e del contingente nell’ormai nota battaglia in cui il Garden di Balamb venne raso al suolo. Il
tremendo scontro tra la G.F. e il cyborg venne connotata da tale risentimento da parte della dragonessa, la quale quasi riuscì a distruggere Bryk per la seconda volta prima di essere però sconfitta e costretta a ricreare una dolorosa e non voluta Junction.
Mentre il mago cyborg riconquistava la sua G.F., ma non la sua fiducia, alla Fortezza dei Demoni i guaritori si adoperarono per resuscitare Seppy. Tuttavia la mancanza di energia sacra durante il processo, portò ad un risultato a dir poco inusuale, ma non del tutto imprevedibile: Seppy divenne un non-morto di genere sconosciuto, ma di grande potenza. Purtroppo per il mondo, la spedizione di Trabia non si rivelò un totale fallimento: mentre costringeva i ricercatori del laboratorio a creare il suo G.F., Seppy aveva anche appreso i segreti delle tecnologie trabiane… e quelle memorie tornarono in vita con lui. Ci volle molto tempo affinché fosse possibile, ma Seppy riuscì a replicare i sistemi e le sostanze necessarie per la creazione di tali spiriti, ma con una notevole variante: anziché creare Guardiani del mondo e del suo equilibrio, la macchina nella Fortezza dei Demoni produceva spiriti volti a turbare e distruggere lo stesso: gli Hell Guardian Forces!
E Althea fu la prima ad approfittare di tale disgrazia. Tuttavia il fato della stessa Mezza Strega era segnato: erano ben pochi i Demoni che ormai si fidavano di lei o la consideravano, nonostante l’immenso dono del laboratorio H.G.F. e, nonostante la dea-cobra al suo servizio, venne uccisa da Seppy in circostanze mai chiarite neppure dal diretto interessato. In quell’occasione avvenne un altro fatto straordinariamente rilevante: Elettra Kusa, la presunta vittima di Althea, conobbe così il nuovo Comandante Supremo della Fortezza e, anziché ucciderlo, se ne innamorò quasi perdutamente. Lo stesso Seppy ricambiò i suoi sentimenti, nati come un colpo di fulmine, e arrivò a fare ciò che molti altri esprimevano solo con le parole: si strappò il cuore dal petto e lo consegnò ancora pulsante alla giovane Mezzadragonessa.
Quel cuore non rimase all’aria troppo a lungo: tornata infatti a Trabia, Elettra venne praticamente attirata nel Laboratorio G.F., dove Pliskin le costruì un G.F. che andò ad inglobare il cuore in suo possesso. Dopo la lotta, Elettra si ritrovò con un pupazzo di peluche e con esso creò la sua Junction con il misterioso
Eleppy.
Non passarono molti giorni quando anche Ichigo Kurosaki si trovasse a dover affrontare un lato di se stesso rimasto fino a quel momento latente: si trattava di
Tharser, una Fenice elettrica e forma di manifestazione dello stesso Demone Raizen.
Durante tale sequela di eventi, Chris sparì misteriosamente mentre si trovava all’esterno del Garden, probabilmente rapito dai Demoni. Realizzata la sua scomparsa e insolitamente preoccupata per le sue sorti, Selene Iceblood decise di partire da sola alla ricerca del bambino, del suo bambino praticamente adottivo, comunicandolo solo al suo Vicepreside. Tuttavia nessuno dei due fu di ritorno, né si era più avuta alcuna notizia dei dispersi a distanza di mesi. Compiendo la stessa scelta, Vinosec decise di trascurare tutti i suoi doveri di Vicepreside e di Guardiano del Laboratorio G.F. e partì da solo alla volta del suo continente d’origine, Centra, con lo scopo di ritrovare i suoi cari scomparsi… solo per fare la stessa fine, lasciando dietro di sé un gran vuoto di potere.
Privi dei due sommi capi gerarchici e incerti sulle loro sorti, i trabiani decisero infine di eleggere un Consiglio di 5 membri di pari grado e poteri per scongiurare di nuovo eventi simili e trasformarono il Garden e il territorio sotto la sua influenza in una Repubblica. Le elezioni furono lunghe e laboriose, ma alla fine portarono al potere tre tra i più anziani del Garden e due giovani: Ichigo Kurosaki ed Elettra Kusa.
Durante il pacifico cambio costituzionale di Trabia, Marcus cominciò a notare strani comportamenti nel suo Preside e a percepire strane forme di turbamento e oscurità in lui. In quei momenti di grande, ma nascosto turbamento, si presentò ai cancelli di Balamb un combattente molto particolare: un umano artificiale psionico proveniente da un’altra dimensione, inviato in quel mondo da un angelo per pacificarlo e debellare la minaccia rappresentata dai Demoni… o così tutti credevano, straniero compreso. Lo straniero si presentò come
Medison Counters e, purtroppo per lui, risvegliò un dettaglio della memoria ancora nascosta di Demitri, con l’effetto di provocarne un’ira scongiurata solo dalla presenza di molti testimoni. L’Alchimista allora diede a Marcus una ID Card per gli ospiti e gli ordinò di nascosto di tenere d’occhio il nuovo arrivato.
Il Warwizard eseguì l’ordine conducendo innanzitutto lo straniero alla
mensa, dove Marcus si accorse che dentro di lui si agitavano più entità, tra cui quella di Nimrod, un potente Vampiro del passato esiliato da quel mondo eoni prima. Successivamente Marcus condusse Medison a riposare in una
stanza per gli ospiti per farlo riprendere dal viaggio interdimensionale e, qualche ora dopo, lo portò nella Stanza delle Simulazioni per eseguire un altro ordine di Demitri: metterlo alla
prova come un normale candidato e, se del caso, inserirlo fra i ranghi di Balamb! Medison superò la prova e, poco dopo essere passati per l’infermeria, i due si rincontrarono nei
Giardini del Garden, dove si perdonarono i relativi screzi e divennero amici.
In quello stesso giorno arrivò un altro individuo, se possibile ancor più particolare di Medison: un Tiefling ninja che si faceva chiamare
Kazuma Sohma. Nonostante la sua natura, che aveva imparato a osservare e rispettare per la breve convivenza con lo scomparso Kalou, il Warwizard lo accolse, fece in modo di rifocillare anche lui e decise di propria iniziativa di addestrarlo: Demitri Maximoff era infatti sparito dalla circolazione e nessuno riusciva più a trovarlo. Anche il Ninja superò la sua
prova, sebbene non riuscì ad affaticare Marcus quanto Medison Counters, e
nel Giardino delle Scaglie il Mezz’elfo gli rivelò un dettaglio ignoto praticamente a tutti: il Mago Rosso era stato ed era in realtà un Iniziato Ninja e come tale ne conosceva i principali segreti e la Lingua della Morte. Kazuma avrebbe forse dovuto uccidere l’imprudente Mago Rosso, ma non lo fece. Anzi, cominciò a considerare quell’essere non solo come un avversario molto forte, ma anche a guardarlo con occhi diversi… quasi… amichevoli.
Nel giardino Kazuma incontrò Medison e tra loro nacque uno strano legame, rinsaldato poi dal fatto che per qualche tempo sarebbero stati compagni di stanza. Legame che iniziarono a sperimentare subito durante un pasto e subito dopo con
combattimento da soli. Lo scontro si rivelò molto più cruento di molti altri che avvenivano nel Garden, anche per via dell’insana decisione dell’uomo artificiale di liberare temporaneamente la sua dannata essenza vampirica. Entrambi però si salvarono e in qualche modo raggiunsero l’infermeria, dove il Warwizard fu capace di curarli.
Pochi giorni dopo, mentre Kazuma si insidiava come gestore del Negozio di Armi e Armature del Garden,
arrivò a Balamb una creatura mai giunta prima. La struttura aveva avuto fino ad allora un unico esponente della razza elfica, ma Marcus discendeva da un’Elfa del Sole ed era Umano per parte di padre. La nuova arrivata invece era una giovane Elfa in tutto e per tutto. Il suo nome era Eris Triade e, come buona parte degli Elfi Silvani, era un’arciera provetta. Anche lei venne accolta ed introdotta al Garden dal Warwizard. Quest’ultimo decise di darle la possibilità di
combattere in un ambiente affine a quelli in cui aveva vissuto per oltre cento anni, ma, nonostante questo vantaggio ambientale, successe qualcosa di inatteso e che non si era mai verificato prima: per cercare di fiaccarla, Marcus utilizzò su di lei la sua Fiamma Azzurra, prerogativa dei soli piromanti, ma questa ebbe su Eris tutt’altro effetto e la portò molto vicina ad un attacco di epilessia molto doloroso. Pur non capacitandosi di quello straordinario effetto mai avvenuto in tutta la storia della magia, il Mezz’elfo la trasportò d’urgenza in Infermeria e sfruttò tutto il suo potere per placare il suo dolore e darle un po’ di pace. Il giorno dopo i due giovani di sangue elfico parlarono a lungo nella parte bassa del Giardino delle Scaglie e strinsero un legame fraterno molto saldo: a Marcus mancava completamente la famiglia che aveva perso 13 anni prima ed Eris sentiva il bisogno di una figura forte, ma allo stesso tempo protettiva, che non la corteggiasse per il suo aspetto come tutti, ma la rispettasse… ed entrambi, nonostante l’abissale differenza d’età, sembrarono trovare chi e cosa stavano inconsciamente cercando.
Da quel momento passarono molti mesi, nei quali Kalou scomparve in missione e molti altri studenti continuavano ad arrivare e venire dai vari Garden… e molti candidati venivano macellati alla Fortezza, sotto la Direzione di Seppy. Il Comandante Supremo era nel frattempo diventato insofferente verso la sua stessa forma e anche gli abitanti della Fortezza dei Demoni cominciavano a sentirsi inquieti: i complotti erano sempre stati frequenti, ma avevano cominciato ad acuirsi per una sorta di questione “d’onore”: per quanto fosse inusuale, potente e temibile, Seppy rimaneva comunque un non-morto, una creatura a metà. E in molti non si sentivano granché rappresentati da una creatura che non si poteva dire viva. Il mostro ordinò di conseguenza agli scienziati e ai maghi che erano sopravvissuti al suo umore di trovare un modo per ridargli la vita. E come era stato possibile costruire il Laboratorio H.G.F., così venne trovato il metodo per ricreare la vita di Seppy: un cuore artificiale. Tuttavia fu grande per tutti la sorpresa nello scoprire, in modo del tutto fortuito, il motivo dell’instabilità della precedente forma di Seppy, legata alla sua vera natura. Durante il processo tornarono infatti in vita le altre due entità di Alexander, un giovane galbadiano molto atletico e veloce, e Knight, un colosso micidiale e unico Demone mai ammesso nella storia dei Garden, in particolare di quello di Galbadia. Con essi tornarono anche i ricordi di come, durante una missione, il Demone impazzì e sterminò quasi tutta la sua squadra fino a quando uno scontro tra le forze del sopravvissuto Alexander e del sopraggiunto Seppy il Rosso non arrivarono alla fusione dei tre nel solo Seppy, che solo allora recuperò completamente memoria. Il Comandante Supremo acquisì quindi la portentosa abilità di assumere alternativamente i tratti caratteristici delle altre due parti che albergavano in lui, le quali potevano anche staccarsi dal corpo principale senza però poter sfruttare le loro peculiari abilità o caratteristiche o concedere a Seppy l'uso delle proprie.
In tale strano stato, esteriormente simile a quello un comune essere umano, Seppy decise di prendersi
una piccola vacanza sulla spiaggia di Balamb, in mezzo agli Umani che Althea aveva tanto disprezzato e che gli altri Demoni non vedevano l'ora di massacrare o di schiavizzare. Sullo stesso lido arrivò anche Elettra Kusa, fresca di nomina a membro del Consiglio dei Monti Bianchi, seguita dal suo G.F. in forma di peluche. Vedendo il sole, il mare e la gente, la Mezzadragonessa si mise in costume da bagno e si tuffò nelle limpide acque del mare Balamb. Mentre nuotava, incontrò Alexander e lo scambiò per il suo Seppy; allora il dongiovanni, deluso dal fatto di essere snobbato in favore dell'entità principale, indicò alla ragazza dove trovarlo e riprese a crogiolarsi al sole sul materassino che aveva "trovato". Parlando con lui, la trabiana, afflitta dall'insanabilità della condizione del loro amore, si fece sfuggire ad alta voce che l'altro era un Demone e ciò fece scappare tutti i bagnanti in preda al panico più totale.
Quella confusione attirò inevitabilmente delle attenzioni, nello specifico quella del Warwizard, che si era preso qualche momento da passare nella ridente cittadina in libertà. Il Mezz'elfo arrivò giusto in tempo per evitare che una sconvolta Elettra venisse colpita dalla scheggia che Seppy aveva lanciato contro Eleppy con l'intento di uccidersi e di porre fine alle proprie sofferenza. Durante quel fugace incontro Marcus non attaccò il Comandante dei Demoni, ancora inconsapevole dell'indentità della persona che si trovava di fronte a lui, ma vennero presto interrotti dall'arrivo di Bigcell, un membro della Fortezza dei Demoni e uno dei più accaniti congiurati alla vita di Seppy. Quest'ultimo cercò aizzare Seppy contro Marcus ed Elettra per poi pugnalarlo alle spalle, ma il Comandante Supremo richiamò le sue entità collaterali e, su incitazione del Mezz'elfo, iniziò a combattere al fianco dei membri dei due Garden. Nonostante l'apatia che affligeva il Demone, questi non poteva avere speranze e il suo piano si risolse nella sua più totale distruzione quando Seppy lo giustiziò distruggendogli il corpo e assorbendone l'anima.
Marcus scoprì qualcosa sul passato di Hastarog e Moritsune nella Fortezza dei Demoni, scoprendone il tradimento e ottenendo l'incredibile offerta di aiuto da parte di Seppy. Tuttavia, prima che il Mago Rosso potesse rispondere qualsiasi cosa, Seppy salutò Elettra e scappò prima che arrivasse qualcun altro, lasciando un anello dietro di sé. Con quel romantico regalo, Elettra finì di rivestirsi e salì a bordo della moto per continuare ciò che aveva cominciato, approfittandone per dare un passaggio al futuro Preside di Balamb, ma andò così veloce con la sua moto da far sospettare al Mezz'elfo che Elettra per fargli risparmiare 10 minuti di camminata gli avesse fatto intenzionalmente perdere 10 anni di vita.
La vita sembrò scorrere tranquilla ancora per qualche tempo, nonostante i segni dell’instabilità del Preside cominciarono ad aumentare in maniera esponenziale, sebbene solo coloro che conoscevano bene Demitri Maximoff riuscivano a notarli interamente e i rapporti tra i vari membri si rinsaldarono con l’arrivo anche di Nagi Ichiyo Kengo: questi era un monaco esorcista giunto dalle zone più remote dell’oriente dell’Esthar per contribuire alla lotta contro i Demoni a Balamb, quello più relativamente vicino alla sua terra. Ichiyo, a differenza di molti altri, combatté la sua prima sfida contro il Preside, uscendone miracolosamente vivo, anche se non ferito come il Warwizard. Nei giorni seguenti Ichiyo venne a conoscere i membri più noti del Garden a
tavola o nella parte più “vegetale” dei
Giardini delle Scaglie.
La pace a Balamb venne però turbata qualche giorno più tardi da strani movimenti che si verificarono nell’omonima città: non si sapeva chi fosse stato, ma qualcuno o qualcosa aveva fatto in modo di isolare la ridente cittadina di mare e di boicottare qualsiasi commercio o semplice contatto con l’esterno. Troppo insospettito per lasciar correre, la parte razionale di Demitri Maximoff convocò truppe volontarie per investigare. Alla chiamata risposero il solerte Mago Rosso Warwizard, il poliedrico Medison Counters, l’arciera Elfa Eris Tryade e i misteriosi Ninja Kazuma Sohma e Takumi, uno shinobi KageKame mezzo folle che si era recentemente unito alla fazione balambiana. Marcus prima della partenza, sfruttò l’occasione per aiutare Eris in un altro
allenamento, onde rinsaldare la fiducia dell’elfa nelle proprie capacità e cercare di sollevarle lo spirito.
Quindi, privi di informazioni vitali, il gruppo si avviò verso la
cittadina e in sua prossimità si frazionò: Medison portò Eris in volo fino al più alto palazzo di Balamb, l'albergo a 5 stelle da sempre rappresentativo della città, da dove entrambi avrebbero potuto tenere sotto controllo la situazione e comunicare ogni eventuale minaccia tramite il legame telepatico creato dallo stesso psionico artificiale. Legame che Saraphoenix cercò di schermare e filtrare in una certa qual misura, onde tutelare il suo stesso protetto e creare una seppur debole protezione contro le intrusioni di altri eventuali nemici lì presenti, provocando un piccolo malinteso con Medison, presto risolto dal Mezz'elfo con la comparsa della stessa Regina delle Fenici alla mente di Medison. Gli altri invece, usciti dall'automezzo mimetico usato per l'avvicinamento, arrivarono via terra ai cancelli sbarrati della città, dove Marcus, grazie ai suoi poteri di piromante, fece saltare alcune casse di proiettili localizzate nelle vicinanze da Medison, causando parecchio scompiglio e l’abbattimento della porta. Demitri si lanciò temerariamente all’attacco in mezzo alla folla scatenando venti alchemici di temepsta, mentre il Mezz’elfo, dopo vane attese di risposte e di calma degli elementi alchemici, decise di sfruttare il diversivo causato per entrare in città per un’altra via più isolata dietro le mura. La fortuna come al solito gli voltò presto le spalle e il Warwizard si ritrovò a dover affrontare un gruppo di cittadini stranamente inferociti, di cui però si sbarazzò velocemente senza vittime. La sua scoperta, supportata dalla vista acuta di Eris, fu però piuttosto sconcertante: i membri delle forze dell’ordine locali non intervennero per arrestare gente che causava danni e disordini prima della comparsa del Mago Rosso, bensì aiutarono gli sconfitti a rialzarsi per proseguire l’assalto all’intruso. Quest’ultimo si diede alla fuga per non perdere troppe forze, ma presto si ricongiunse con il suo Preside nella piazza della città, che ben presto divenne teatro di uno scontro furibondo per il sopraggiungere di altra gente dal porto, dov'erano prima concentrati molti rivoltosi.
Diversa sorte toccò ai Ninja, i quali, discordi per l'aggressività non tanto repressa di Takumi, vennero sorpresi da un possente cavaliere che ricordava vagamente Odino e vennero catturati con facilità disarmante. Il nemico sembrò volerli portare da qualche parte come trofei di guerra, ma Kazuma, ripresosi prima del previsto, riuscì a divincolarsi, pur perdendo l’equipaggiamento. Il Cavaliere se ne accorse e ingaggiò una lotta con l’esploratore e purtroppo, nonostante l’aiuto di Eris, ebbe infine la meglio contro un avversario che non aveva possibilità di vittoria senza le proprie armi. Nel vedere come la situazione si stava evolvendo, Medison ebbe una reazione curiosa e mai verificatasi prima di allora: tutti sentimenti che provavano le personalità racchiuse nel suo corpo si fusero assieme e diedero vita ad una nuova e unitaria entità che si faceva chiamare Aramas.
Nella piazza gli eventi si susseguirono con intensità e la lotta cominciò ad arrivare a risultati drammatici per la popolazione civile, che Demitri non si fece troppo scrupolo a colpire anche a morte. Ma all’improvviso la popolazione, dopo uno strano ed inquietante momento di calma, sembrò ritirarsi in un punto dopo che il Warwizard aveva fatto in modo di dileguare se stesso e l suo superiore. Demitri inseguì direttamente i popolani, mentre il suo assistente, memore degli insegnamenti e delle tattiche trasmessegli da Hotsuma Oboro, imboccò alcune vie laterali per arrivare allo stesso risultato: attorniata dalla folla c’era una bambina, già apaprsa prima per insultare i balambiani con i suoi enigmi, dotata di uno strano quadernetto e che beveva in modo irriverente qualcosa da una lattina. La gente allora tornò all’attacco del Preside dopo un appunto scritto da colei che aveva il misterioso potere di controllare le azioni delle altre persone mediante quello strumento altrimenti innocuo e tipico di una scolaretta. Osservata e compresa quella verità, il Mago Rosso di Balamb utilizzò di nuovo la sua pirocinesi di origine magica mentre evocava l’incantesimo noto come Nebbia Piromantica. In tal modo il giovane voleva ostacolare la bambina infliggendole delle scottature, offuscandone la vista e danneggiandone il quadernetto che poi Demitri avrebbe dovuto distruggere. Tuttavia la ragazzina ne uscì in maniera quasi inverosimile, fermando entrambi i balambiani con il suo quaderno, e sfuggì in tal modo ad un attacco potenzialmente letale dell’Alchimista.
Il Mezz’elfo stava per indirizzare contro di lei una nuova offensiva, quando tutti si fermarono nuovamente e subito dopo comparve dal nulla una vampira di grande fascino e dal potere oscuro ancora più impressionante. Nessuno poté fare nulla contro di essa e poco dopo la sua comparsa venne evocata ed eretta in città un’alta e orrenda torre di ossa e sangue nella quale invitò Demitri Maximoff. Subito dietro di lei si avviò la ragazzina, che si presentò come Fayne e che scrisse ancora un ultimo appunto sul suo quaderno, in seguito al quale la popolazione di Balamb si suicidò collettivamente. Dietro ancora comparve il Cavaliere, che trionfalmente portava i corpi inerti dei due shinobi catturati.
Ciò provocò due reazioni da parte dei balambiani: la prima fu quella di Aramas, che iniziò a volere la testa della ragazzina per la strage che aveva fatto compiere con il più macabro e orrendo dei sorrisi. La seconda fu quella di Marcus, il quale aveva assistito imponente ad entrambe le scene, ma non resse ad un simile scempio ed evocò quindi la Regina delle Fenici. Quasi a prezzo della vita del suo evocatore, Saraphoenix ne assecondò la volontà e resuscitò, uno dopo l’altro, tutti i cittadini caduti per mano propria e per volontà aliena. In quel frangente, Hidiesis si palesò più apertamente, ma nessuno riuscì a comprendere appieno l'essenza del G.F. oscuro del Preside.
Pochi giorni dopo, arrivò a Balamb una curiosa richiesta da Esthar City: qualcuno stava sequestrando la gente più povera dei sobborghi senza lasciare alcuna traccia e le autorità locali stavano incontrando parecchie difficoltà nelle indagini per via di reticenze e mancanza di prove o tracce: esistevano solo delle sparizioni che avrebbero potuto essere facilmente attribuite ai Demoni se non fosse per il fatto che gli scomparsi erano praticamente tutti vagabondi e nullatenenti, gente distrutta dall’ultima invasione di Esthar o da crisi economiche. Ormai le sparizioni si erano fatte troppo consistenti per passare inosservate e, sebbene qualcuno pensasse ad un indiretto servizio sociale, la gente cominciava ad avere paura per un’iniziativa non governativa e non pubblicizzata.
Demitri Maximoff non ebbe né tempo né voglia di occuparsi della questione e delegò quindi Marcus di occuparsi di tutti i dettagli. Purtroppo anche a Galbadia Mark Robert Riid aveva chiesto un aiuto nell’individuazione di Demoni capaci di sfuggire alle loro brillanti tecnologie e quindi il Mezz’elfo, con i suoi sensi magici, era il più adatto per smascherare tali infiltrati senza misure drastiche. Non potendo essere in due posti contemporaneamente, il Mago Rosso scelse di andare ad aiutare l’ufficiale che un tempo lo aveva comandato ad Esthar e dovette affidare la missione ad altri, cosa di cui si sarebbe presto pentito. Se Kazuma non fosse stato catturato, la missione sarebbe stata perfetta per lui… ma in sua assenza, formò una squadra di tre elementi: Eris, con le sue capacità di esploratrice, sarebbe stata altrettanto adeguata per quel compito e alla sua cara Arciera decise di affiancare l’amico comune Medison Counters e Zatrax, un Mago Rosso entrato al Garden il giorno prima e testato dallo stesso Warwizard.
Marcus partì la notte stessa, mentre il gruppo si recò ad Esthar il giorno seguente. Lì si incontrarono con un capitano delle forze speciali cittadine, equipaggiato con una tuta tattica antistordimento e antitelepatia e incaricato della missione e di fornire supporto alla squadra balambiana. Le prime ricerche sulla scorta dell’ufficiale si rivelarono infruttuose come le precedenti, ma Eris riuscì ad intravedere una figura che scappava a gambe levate. Purtroppo il gruppo non riuscì a raggiungerla prima che si volatilizzasse ad un bivio e quindi, su proposta del capitano, Eris e l’ufficiale imboccarono la strada a destra, mentre Zatrax e il poco convinto Medison uscirono a sinistra.
Eris arrivò fino ad un complesso apparentemente abbandonato, nel quale però si trovavano gabbie, apparecchiature mediche… e alcune delle persone scomparse. L’Elfa allora comprese la verità: quella era una base per la raccolta, l’analisi e la soppressione dei soggetti inadatti ad essere venduti come schiavi. In una stanza attigua si trovavano alcuni individui che discutevano dei loro loschi affari e si vantavano delle beffe alle autorità, che ancora non sospettavano niente del loro servizio sociale. L’Arciera allora puntò l’arco contro di loro pensando di essere spalleggiata dall’ufficiale esthariano, ma quest’ultimo, effettivamente alle sue spalle, le puntò il proprio Gunblade alla gola…
Ben diversa fu la sorte di Zatrax e Medison: giunti ad un altro bivio, i due decisero di separarsi nuovamente, senza sospettare che in una delle due strade una battonata della stessa organizzazione stava aspettando gli incauti balambiani. Il destino scelse Zatrax come vittima seguente di quella follia, ma il Mago Rosso non venne destinato alla stessa sorte degli altri: i suoi poteri elettrici erano stati notati e fu proprio a causa degli stessi che venne sottoposto ad un crudele esperimento di vivisezione e assemblaggio ad una grottesca macchina da guerra, da cui non si sarebbe più potuto staccare in quanto nuovo corpo dell’umano. Medison invece vagò per le strade di Esthar City senza riuscire a contattare i suoi compagni, fino a quando non percepì una strana sensazione proveniente da un capannone: allora si avvicinò fino ad entrare e lì trovò una delle più terribili sorprese della sua vita: Zatrax, del cui corpo rimaneva poco più della testa e del tronco, assemblato ad un nuovo corpo con una volontà praticamente annientata e usato come fonte di energia vivente dell‘impianto a cui era stato irrimediabilmente attaccato. Medison si trovò costretto ad affrontare il compagno in una lotta senza esclusione di colpi e armi, senza che l’ex Mago Rosso potesse fare nulla per controllarsi. Medison riuscì anche a fargli perdere conoscenza, ma purtroppo ciò non fu sufficiente: nella testa del compagno erano stati impiantati degli elettrodi e un’antenna che consentiva alla macchina di eseguire anche ordini a distanza pur essendo riparata da uno scudo di energia molto potente. Lo psionico fu allora costretto ad una scelta drastica: distruggere la macchina pezzo per pezzo e liberare Zatrax dalle sue sofferenze per sempre. Il successo però, fu una vittoria di Pirro, perché dopo la conclusione della lotta, Medison non aveva più le forze per opporre una vera resistenza ad altre macchine più deboli, ma troppo numerose per poter ipotizzare un qualsiasi tentativo di fuga.
Mentre la squadra andava incontro allo sfacelo ad Esthar, il Warwizard, di ritorno al Garden, ricevette una misteriosa
lettera che lo invitava a tornare alla sua vecchia casa nei pressi di Mystra per ricevere un non meglio precisato oggetto della sua eredità. Marcus e Saraphoenix subodorarono subito una trappola, ma decisero ugualmente di farla scattare.
Arrivati al luogo dell’appuntamento, il Mago Rosso incontrò un figuro ammantato e incappucciato che giocava sapientemente con le luci del tramonto per rendersi irriconoscibile. Questi condusse il Mezz’elfo in un antro scavato nella montagna, acuendo i suoi sospetti senza che potesse dire o fare nient’altro che assecondare chi lo aveva attirato fino a lì. Giunti in una grotta più ampia, la temuta trappola scattò: una porta di pietra si richiuse alle spalle del Mezz’elfo, che non poteva così richiamare la sua G.F. e gli impediva la fuga… come se lui avesse il tempo di fuggire da tutte le armi ninja che venivano lanciate da tutti i muri. La trappola era stata ben congeniata, ma con una disattenzione fatale: gli attacchi erano rivolti contro di lui solo in via trasversale e gli fu quindi sufficiente rotolare sul pavimento di roccia grezza per evitare l’offensiva.
Ma quella non fu che la prima ondata: diversi costrutti di pietra simili a golem uscirono allora dalle pareti volti a schiacciare Marcus, il quale prontamente reagì con dei pugnali di ghiaccio e poi, quando essi si infiammarono, con l’ultima tecnica trasmessagli dal Maestro. Ciò spazzò via l’illusione e scatenò una pioggia di stalattiti e stalagmiti davanti a sé, in mezzo alle quali si trovava il suo nemico e diversi dei suoi catalizzatori. Vistosi ormai alle strette, il Demone si fece avanti e si rivelò come l’assistente di Hastarog: Moritsune Asuka, il Mezzodemone traditore, il primo amore di Sakura. Lo scambio di colpi tra i due fu breve, ma non definitivo: il Ninja riuscì a scappare oltre le possibilità di Marcus, ma lasciò dietro di sé qualcosa che per il Mezz’elfo aveva un grande valore.
Ancora impressionato dall’inattesa rivelazione di uno dei suoi nemici, Marcus decise di non tornare subito al Garden, ma di restare nella sua vecchia casa a leggere il diario di Sakura, redatto nella Lingua della Morte, che Moritsune aveva appena perso. Fu allora che Marcus scoprì ciò che Hotsuma Oboro non era stato in grado di dirgli: durante i sei mesi in cui erano entrambi sottoposti allo stesso Maestro, Sakura aveva maturato sentimenti di innegabile simpatia per il Mago Rosso e stava cominciando pertanto ad avere dei dubbi sullo scopo del suo viaggio, ossia ritrovare l’amato Moritsune e riportarlo al villaggio degli Asuka, combattuta tra l’amore e i sentimenti e gli ideali dell’Oboro e dello stesso Mezz’elfo, il quale non aveva mai osato farsi avanti. Sei mesi dopo l’arrivo del Warwizard a Balamb, Sakura aveva proseguito con il Ninja più esperto per un altro mezzo anno, fino a quando lui ritenne più adatto per lei proseguire fino al Garden di Trabia, dove avrebbe potuto apprendere anche i segreti della magia per completare le proprie doti combattive. Ciò che l’Oboro non aveva previsto era l’incontro casuale con la vecchia fiamma della Kunoichi e del suo padrone: il Demone Hastarog. Entrambi la convinsero ad abbandonare la via fino ad allora intrapresa e a dubitare di tutto ciò che aveva vissuto da un anno a quella parte e la portarono in un imprecisato laboratorio del Demone Alchimista. Lì subì un trattamento particolare nel quale Hastarog le tolse il suo sangue umano e le iniettò progressivamente sangue di Mezzodemone trattato e posto in stato quiescente. Quella sostituzione iniziò anche a cambiare la natura della ragazza ingenua e innamorata, di cui si perdevano sempre più le tracce nelle note scritte nel diario. Moritsune le spiegò allora che per risvegliare il sangue e renderlo completamente demoniaco doveva bere del sangue umano giovane e innocente… e all’orfanotrofio di Balamb i due ex amici si rincontrarono come nemici. Il diario si interruppe con le ultime riflessioni sul fallimento della trasformazione nel darle potere immediato e sulla sua delusione nel trovare Marcus e il vecchio Maestro nel lato sbagliato della barricata.
Con il cuore gonfio di dolore e l’animo a pezzi, Marcus tornò il giorno seguente al Garden, dove si aspettava di ritrovare gli amici di ritorno da un successo ad Esthar City. Ma i giorni passarono con un’angoscia sempre più crescente fino al termine della settimana, quando i tre inviati non vennero classificati come “scomparsi in azione”. Il Mezz’elfo però non accettò quella situazione e partì da solo alla volta di Esthar City. Senza cavilli burocratici e con un contatto mentale di Medison, Marcus riuscì a ritrovare lo psionico e a liberarlo dagli esperimenti a cui stava venendo sottoposto da un tempo che avrebbe fatto impazzire chiunque altro. Purtroppo però, Eris era già stata venduta da giorni a caro prezzo per la sua verginità elfica a un ricco maniaco dell’Esthar centrale. Marcus, sgominata l’organizzazione criminale, fece portare Medison al Garden dopo averlo stabilizzato e partì da solo per cercare la sua cara Elfa. Purtroppo arrivò troppo tardi, perché il suo padrone si era stancato di lei e l’aveva rivenduta ad una sporcacciona sua pari. Il Mezz’elfo partì nuovamente ma per 8 mesi continuò ad arrivare tardi e quando stava per raggiungerla, l’Elfa veniva portata di nuovo lontano dal Warwizard sotto il gioco dello stesso padrone, o padrona, o rivenduta ad altri pezzenti della stessa risma, come se qualcuno stesse osservando le mosse del Mago Rosso e facesse in modo di far soffrire il Mezz’elfo… e Eris di riflesso. Dopo aver distrutto l’ultima organizzazione schiavista per cui Eris era passata, di lei si persero completamente le tracce. Le sue ricerche di una pista risultarono infruttuose per due settimane e con la morte in cuore già logorato, Marcus si fece trasportare da Saraphoenix al Garden di Balamb, dove la situazione stava prendendo una brutta piega per la follia di Demitri ora più che mai dilagante.
In realtà Eris era stata posta su un carro di “merci” destinate alla Fortezza dei Demoni. La sua sorte era praticamente segnata, ma finalmente il destino ebbe pietà dell’Elfa e le concesse un’occasione per liberarsi e uccidere i Demoni minori che scortavano il carro.
In seguito vagò per un quarto di anno nel continente di Centra, dove combatté contro quelle squallide bestie quasi come Marcus quando questi era noto come lo Spadaccino Infernale. Durante uno di questi viaggi, ottenne anche tre manufatti particolari: le Pietre di Sephiro, oggetti magici in grado di contenere oggetti di medie dimensioni come le armi dell’Elfa, ma su cui gravava una sconosciuta profezia. Le sue peregrinazioni ebbero termine quando Eris arrivò alla Patria della Magia, dove incontrò Kelador, uno dei primi maestri di Marcus nel campo della magia.
Quest’ultimo decise di aiutare la straniera e creò per lei un varco spaziale che l’avrebbe riportata di fronte al
Garden di Balamb. Alle porte della struttura si trovava il Mezz’elfo, che, quasi a spregio della propria salute, montava di vedetta sulle mura perimetrali in cerca di un segno… di un qualsiasi segno. Esso arrivò quando il varco si aprì, riportando una mutata Eris in quella casa.
Durante quei mesi, le forze del Garden di Balamb cercarono vanamente di trovare una via d’accesso all’abominevole struttura eretta in città, mentre la popolazione civile, quella che non era fuggita in altri luoghi, continuava la propria vita attanagliata dal timore che quanto avevano vissuto potesse ripetersi. I Demoni, a quanto pareva, non avevano legami con quella vicenda e sembravano peraltro troppo impegnati a risolvere uno dei loro soliti conflitti intestini, mentre Seppy ricostruiva il proprio G.F., Keb, nel laboratorio della Fortezza dei Demoni. Il “tenero” cagnolino venne allora sottoposto ad un trattamento speciale da parte del suo padrone e da esso ne riemerse rinnovato in un possente e tremendo lupo di fuoco, Keberium. Questi riconosceva ancora il suo padrone, ma non aveva più la facoltà di comunicare telepaticamente con esso e, dopo essere uscito dalla vasca di contenimento, sfidò il Comandante Supremo dei Demoni per mettere alla prova i propri nuovi poteri e il legame che Seppy voleva mantenere. Il Demone vinse e la forza di entrambi venne accresciuta, sebbene nessuno dei due fosse al corrente degli eventi esterni e di quanto fosse propizio il momento per un’offensiva mortale contro Balamb.
Dopo un anno di infruttuoso assedio, lo strano gruppo stanziatosi nella cittadina di Balamb rivolse la propria attenzione non più al Garden, ritenuto ormai sotto scacco, bensì alla più lontana struttura retta da Siryu Bryk. Fayne, chiedendo permesso e mezzi al misterioso capo di quello schieramento, partì all’attacco della fortezza galbadiana con un possente drago e un esercito di lupi mannari che si materializzò oltre le linee di difesa disposte dal Mago cyborg. Quest’ultimo, equipaggiato con gli ultimi ritrovati bellici dei suoi scienziati e vari componenti di potenziamento della sua stessa struttura fisica, affrontò e vinse il drago, non senza sforzi e non senza pesanti danni alle strutture dove il resto del Garden era asserragliato per difendersi dall’orda assetata di sangue e carne.
Il giorno seguente all’arrivo di Eris si presentò al Garden di Balamb un nuovo pazzesco individuo:
Miroir Speculer, un essere dalla struttura fisica cristallina e dalla natura leggera e spensierata tipica di un esteta, ultimo superstite della propria razza e proveniente da un’altra dimensione. Al suo arrivo, ebbe la sfortuna di trovarsi davanti a Demitri Maximoff e commise l’errore quasi fatale di risvegliare ancora un recesso della sua memoria ancora sopita: fu solo grazie alla sua natura che il nuovo arrivato riuscì a sopravvivere, ma non a farsi accettare: Marcus, solitamente accomodante, sembrò particolarmente ostile a Miroir, comlice forse lo sconvolgimento del suo animo nel vedere Eris così cambiata; anche l’Elfa da poco tornata non sembrava molto contenta di avere a che fare con un essere che, poco tempo dopo, rivelò una psicologia più instabile del suo corpo, tanto da arrivare ad uno
scontro con lei.
La situazione rischiava di diventare una terribile polveriera emotiva e non solo e i turbamenti degli esseri di sangue elfico e del loro amico psionico non potevano trovare alcun genere di pacificazione in quella struttura. Marcus allora decise di portare entrambi in un luogo di difficile accesso nelle montagne settentrionali di Trabia: il
Santuario di Lothwan. Marcus aveva un legame speciale con quel luogo, in quanto patria di sua madre, precedente Profetessa delle Acque prima di sposarsi con il Mago Rosso Lorek Sarafander. L’accesso alla Valle di Lothwan era consentito solo agli individui di sangue elfico e a coloro che erano da loro volontariamente scortati. Lì il Warwzard sperava di avere risposte ai vari pesi che gravavano sul suo animo e di dissipare le nuvole che erano si erano addensati sui tre. Tuttavia, come sempre, il Destino aveva deciso altrimenti e nulla andò come sperato dal Mezz’elfo: la Profetessa delle Acque Lorien Echtele voleva uccidere il nipote per acquisire l’immortalità che la magia del Santuario riservava a coloro che non avessero più alcun discendente che potesse generare una nuova Profetessa delle Acque e a tal scopo istigò Eris affinché uccidesse chi aveva considerato fino ad allora come un fratello maggiore, sebbene avesse molti anni meno di lei. L’Elfa Silvana però venne fermata da Medison e da se stessa e scappò nella foresta di Lothwan, inseguita vanamente da Irial, sua amica e compagna d’infanzia e Custode delle Leggi di Lothwan da mezzo secolo, accolta al Santuario dalla precedente Profetessa. Le sue ricerche risultarono però infruttuose, mentre Eris si liberava delle pietre di Sephiro e compiva la profezia della madre di Marcus, sebbene non nella maniera in cui tutti si aspettavano. Qui, al colmo della disperazione, incontrò una misteriosa ragazzina dai capelli blu entrata lì chissà come e chissà dove, e dopo averla ascoltata, decise di allontanarsi volontariamente per ricomporre se stessa da sola, per poi tornare forse un giorno da chi considerava ancora come un fratello. Medison invece, tornato ad essere Aramas, ottenne risposta ad una delle sue domande e arrivò ad intuire la verità sul comportamento dell’amica. Poco dopo la sua seconda domanda, Marcus, ormai colmo di rabbia, sdegno, furia e orrore, entrò contro tutte le regole nella stanza più interna del Santuario, deciso come non mai ad affrontare la zia e ad ottenere le risposte che anch’egli cercava, in primo luogo la verità su Eris. Dietro di lei, titubante e sconvolta per quella catena di eventi, anche Lady Irial entrò nella stanza sacra, mantendosi però a debita distanza a quello che appariva sempre di più come uno sconvolgente pericolo.
Infine Marcus si rassegnò e accettò la scelta di Eris e condusse Medison a Mystra, dal suo maestro Kelador. Costui comprese che il suo antico allievo aveva il cuore più gonfio di quando era partito cinque anni prima in cerca di vendetta, ma scelse di non indagare, per concentrarsi invece sulla richiesta che gli era stata posta. Grazie ai propri poteri spaziotemporali, il Mago Verde restituì alla spada di Medison il potere di aprire un unico varco dimensionale, nel quale Medison sparì per tornare a casa.
Marcus aveva perduto due amici in quella giornata, ma ancora non sapeva che a Balamb in quella stessa sera stava perdendo molto di più.
Demitri Maximoff, divenuto ormai pericolosamente vicino ad accettare il proprio passato e il proprio lato vampirico per le continue istigazioni di Hidiesis, aveva infine deciso di accettare
l’invito del misterioso gruppo e si recò nottetempo nei pressi della macabra torre nemica. Qui venne accolto da uno spettacolo che avrebbe raggelato il sangue di chiunque altro: senza più nessuno a proteggerli, buona parte della popolazione balambiana era stata crocifissa e chi non era ancora morto lo sarebbe presto stato. Demitri, invece di indignarsi o soccorrere la gente ancora in vita, decise semplicemente di entrare nella torre.
Non fece però molta strada, in quanto già al pian terreno trovò ad accoglierlo otto feroci vampiri pronti a fargli la pelle. Purtroppo per loro fallirono e perirono nel tentativo, ma riuscirono comunque a ferire e indebolire il Preside, che dovette affrontare una lunga scalinata costellata di cadaveri, ossa, decomposizione e sangue dagli odori tanto pungenti da risvegliare sempre di più il lato vampirico di Demitri.
Al piano seguente il Mezzovampiro dovette affrontare Dohorios, lo stesso cavaliere che aveva attaccato e catturato i due ninja molto tempo prima. L’Alchimista era più potente delle ultime prede dell’avversario, ma la lotta si rivelò comunque molto dura, più ancora della precedente, e tanto cruenta da danneggiare Theysa, la sottile, ma flessibile lama di Demitri. Il cavaliere venne però sconfitto per il rotto della cuffia e decapitato, provocando l’applauso di un giullare uscito dal nulla che aveva osservato tutta la scena fino a quel momento e che tornò platealmente nel nulla dopo avergli riferito della presenza di Fayne al piano superiore.
Desideroso di vendetta e di porre fine a quella dolorosa follia, Demitri salì un’altra interminabile rampa di scale, solo per trovarsi in quella che aveva tutto l’aspetto della stanza di una dama di gran classe e di alto rango. Lì, come anticipato, si trovava Fayne, ma anziché combattere o comandare qualche guardia, indirizzò Demitri dalla sorella maggiore. Per strane ragioni, il Preside la assecondò e si mosse su un balcone su cui fu bloccato da un muro eretto subito dopo essere uscito dalla stanza. A differenza dei piani inferiori, la Regina non lo combatté, ma cercò di intrigarlo con una discussione che aveva in sé qualcosa del romantico… ma il suo vero scopo era bere il sangue del Mezzovampiro dopo averlo ammaliato come solo i Vampiri migliori sapevano fare. Il suo intento venne però frustrato da Fayne, la quale, proprio mentre la Regina stava per arrivare al suo scopo, scrisse sul suo quaderno e permise che fosse invece Demitri, ancora ammaliato, a bere il sangue della Vampira. Dietro di loro, mentre la Vampira moriva, Fayne interrogava il misterioso giullare, il quale era serio. Troppo serio per essere lo stesso individuo incontrato poco prima. Troppo serio per risparmiare la vita di Fayne.
Infine Demitri Maximoff arrivò in cima alla torre colmo di una rabbia crescente e incontenibile, che però si arrestò nel momento dell’incontro fatale con il Re della Scacchiera. Nonostante il desiderio che quest’ultimo nutriva nei riguardi di Demitri Maximoff, non tergiversò e reagì alla sua aggressione con l‘evocazione di una figura rocciosa dietro di lui. Come conseguenza della distruzione di quel costrutto, l’intera torre crollò sulla città, spezzando altre vite ancora. Fu allora che le carte furono rivelate: la costruzione della torre era stata una duplice, tardiva reazione alla disfatta del Demone Sacro ucciso da Ichigo Kurosaki e al risveglio dell’allora smemorato Alchimista. Ma la rivelazione più grande doveva ancora arrivare: colui che aveva dato origine a tutto quell’incubo era omonimo di Demitri Maximoff e… era suo padre.
Demitri rifiutò però di unirsi a lui e allora l’altro decise di uccidere il suo stesso figlio. Ci sarebbe anche riuscito, se non fosse stato per Hidiesis: alla fine l’Alchimista cedette al suo mostruoso cuore G.F. e in conseguenza di tale passaggio il Mezzovampiro si perse: perse se stesso e la sua razionalità si dissolse con la sua essenza buona e umana. Ormai era divenuto un Vampiro completo, potente e pazzo, più pazzo del padre e di chiunque altro in quel mondo. Tale era il dilagante e incontenibile potere oscuro di Hidiesis, tanto grande da sostenere quel corpo in una lunga lotta interminabile ed altrimenti estenuante, che si risolse alla fine con la morte di Demitri Maximoff… senior.
Tuttavia quella notte ancora doveva concludersi: preda ormai di un’insanabile follia, il Preside tornò al Garden di Balamb e, non visto da nessuno, penetrò fino alle stanze che regolavano i servizi della struttura e li portò al sovraccarico.
Le conseguenze non tardarono a manifestarsi quando la temperatura incrementò esponenzialmente prima in quella stanza e poi nel resto del Garden, i sistemi elettrici iniziarono a fondere e a scoppiare e vari incendi scoppiavano senza che l’apposito sistema entrasse in funzione. Vari membri del Garden soffocarono nei propri letti, mentre altri cadevano nei corridoi nel disperato tentativo di gettarsi dalle finestre per avere un’inesistente possibilità di scampo, se non erano fermati dal fumo o dalle esplosioni. E con quello spettacolo negli occhi, Demitri Maximoff tradì tutto ciò che era stato e che aveva costruito e si allontanò accompagnato dalle risate del giullare. Quell’evento prese storicamente il nome di “Seconda Caduta di Balamb” e i pochi che non vennero riportati in vita furono noti come Sopravvissuti a tale triste evento.
Se qualcosa rimase in piedi del Garden, fu solo grazie al sacrificio di Miroir Speculer, che decise di propria iniziativa di scendere fino all’epicentro di quel disastro e riuscì ad arrestare i sistemi prima che si arrivasse al disastro. Il prezzo per quell’estremo gesto di eroismo fu però la sua vita e la conseguente estinzione della sua specie. Quando i soccorsi arrivarono, per lui era già troppo tardi e Miroir era diventato un’informe e inanimato composto vetroso, impossibile da richiamare alla vita o anche solo da riformare nella sua foggia precedente.
Fu solo dopo quella serie di disastri che Marcus il Warwizard tornò al Garden da Mystra e scoprì quello che era successo mentre Medison Counters tornava al proprio mondo d’origine. Subito il Mago Rosso si prodigò a soccorrere i feriti e gli intossicati ancora vivi e chiese alla Regina delle Fenici di operare lo stesso miracolo già occorso un anno prima. L’organico del Garden venne quindi resuscitato, anche se ormai la loro casa era diventata inagibile. All’alba, prima che si potesse cominciare a fare nulla, si tenne un’assemblea generale di tutti coloro che erano appartenuti a quella fortezza e, dopo ampi dibattiti e scontri anche accesi, il Warwizard venne investito del potere della Presidenza, nonostante il legame con Demitri Maximoff, proprio in quanto era stato lui a svolgere sostanzialmente le funzioni del Preside in sua assenza senza che nessuno più alto in grado si occupasse di supplire quella carica. Caricato dal destino di un fardello ancora più pesante di quanto già non portasse, Marcus accettò la nuova carica come un dovere cui non poteva sottrarsi.
Per la caduta dei Garden di Balamb e Galbadia, i loro capi vennero convocati a Trabia per discutere su quanto stava succedendo e sulle misure da approntare. Bryk raccontò del drago e delle perdite avute da pochi giorni, poi fu il turno di Marcus enunciare ciò che sapeva, ossia che la macabra torre di Balamb era caduta con tutti i suoi occupanti e che Demitri Maximoff aveva tradito tutto e tutti e aveva tentato di compiere strage del suo passato. Venne allora deciso di organizzare una missione per vendicare quelle ferite e fermare l’Alchimista e stanziare dei fondi per aiutare la ricostruzione di Galbadia durante l’assenza della squadra di punizione, ma Elettra Kusa, forse timorosa che anche il Mago Rosso potesse comportarsi come il suo predecessore o forse non riconoscendo la validità della sua elezione, convinse il Consiglio dei Monti Bianchi a non erogare un contemporaneo stanziamento di fondi a favore di Balamb, che rimase quindi senza aiuto da parte dei trabiani.
Anche se grandissima parte dei balambiani era favorevole alla vendetta, nessuno accolse bene la notizia del mancato sostegno alla loro patria e Marcus non prese per niente bene nessuna delle decisioni adottate a Trabia: più che una vendetta lui voleva cercare la verità e soprattutto voleva sostenere e risollevare le sorti di quello che era diventato il suo popolo.
Così il Mago Rosso chiamò a raccolta Hans, già Capitano delle Guardie sotto il vecchio Preside, e alcuni alti esponenti di Balamb e ordinò loro di raccogliere e se necessario fondere tutto l’oro del Giardino delle Scaglie e di impiegarlo per pagare tutte le spese necessarie all’immediata ricostruzione del Garden. Pur con qualche isolato rammarico, tutti accolsero subito l’ordine e lo trasmisero alle forze rimaste nel continente insulare. Nel frattempo il Warwizard ebbe accesso, in virtù del suo nuovo rango, a tutte le informazioni del Laboratorio G.F. e fu allora che scoprì dell’esistenza di Hidiesis, della sua natura e della lotta che Demitri aveva condotto tempo addietro per conquistarlo… prima che fosse il mostro a sopraffare l’ex Preside.
Presto vennero stabilite dal Consiglio dei Monti Bianchi le modalità di ricerca del nuovo nemico: i Presidi, accompagnati dai loro Vice e la stessa Elettra Kusa in rappresentanza di Trabia, avrebbero cercato, inseguito, braccato ed eliminato quella minaccia. Siryu Bryk venne accompagnato dal Capitano Mark Robert Riid, mentre Elettra ebbe l’accompagnamento di un altro giovane galbadiano, Dante, un Cadetto Mezzodemone di cui si era innamorata dopo aver dimenticato Seppy; Marcus non aveva ufficialmente nominato un suo Vicepreside e ugualmente non si sentiva di far rischiare la vita anche a qualcun altro proprio quando la missione avrebbe potuto portar via lui stesso quando Balamb aveva più bisogno di lui. Inoltre non si sentiva affatto parte di quel gruppo: con Bryk non aveva praticamente mai avuto rapporti, sebbene Demitri li avesse paragonati quando ancora era una brava persona, e lo stesso valeva per Dante, Elettra aveva progressivamente peggiorato i rapporti con lui fino a quando non si era inimicata tutta Balamb in un solo momento e Riid stava cominciando a comportarsi in maniera più strana del solito, come se anch’egli stesse subendo l’influenza di un’altra entità. Così, il Mezz’elfo decise di ricorrere all’unico complesso incantesimo che aveva imparato da Kelador: uscito dal Garden la notte prima della partenza verso una distorsione dimensionale rilevata dalla trabiana Dalila Rehiti e nella quale Demitri era stato visto entrare, Marcus entrò nella foresta antistante a Trabia ed evocò un costrutto magico capace di svolgere tutte le sue azioni, di parlare, di essere lui tranne che per i poteri magici, prerogativa del solo Mago Rosso originale.
Lasciato il costrutto come sostituto e spia, il Mezz’elfo si incamminò da solo nella notte di Trabia verso il punto dove il Preside era stato visto per l’ultima volta. Tuttavia mentre avanzava nel freddo paesaggio nordico, Marcus incontrò ciò che non si aspettava di trovare lì: Keberium uscì infatti da una macchia di vegetazione e, con lo stesso mezzo con cui Marcus aveva comunicato con Saraphoenix al loro primo incontro, gli fece vedere che Seppy, saputo cosa era successo a Balamb, era partito in tutta fretta per raggiungere Demitri e proporgli un’alleanza, nonostante fosse stato l’artefice della sua prima morte. Keberium, affezionato al padrone, aveva deciso di propria iniziativa di raggiungerlo fuggendo dalla Fortezza dei Demoni, lasciata più che mai nel caos assoluto, e conoscendo i suoi rapporti tutto sommato pacifici con il Comandante Supremo, l’H.G.F. aveva deciso di chiedere sostegno a lui per raggiungerlo. Non sapendo se stesse facendo la scelta giusta, Marcus decise di portarlo con sé e insieme attraversarono la distorsione dimensionale. Una volta riemersi da essa, i due si ritrovarono nei pressi di una gigantesca arena, sede di un torneo interdimensionale, al quale Demitri aveva deciso di partecipare in squadra con Seppy e altri due individui sconosciuti.
Il Mezz’elfo, con un cappuccio calato sul volto e il corpo completamente coperto dal suo mantello rosso, entrò con Keberium e si sistemò sulle gradinate più alte, in una posizione completamente anonima da cui osservare lo scontro. Dopo di esso, Marcus lasciò che l’H.G.F. andasse dal suo padrone e assistette invece all’arrivo del resto del gruppo: il costrutto entrò come tanti altri spettatori insieme ad un Bryk vestito con curiosi abiti da turista che volevano essere anonimi, ma che all’atto pratico risaltavano ancora di più le sue fattezze meccaniche. Poco distante sedeva Riid, che sembrava assorto e sofferente per qualcosa che solo lui poteva sapere, sebbene anche il Mezz’elfo fosse al corrente della fonte delle sue sofferenze fin dalla Guerra di Esthar. Poco dopo arrivò anche Elettra, che inizialmente guardò Seppy con tenerezza prima di essere calamitata dal suo ultimo amore, Dante, il quale aveva deciso di entrare platealmente in scena rovinando lo scontro dei contendenti di quel momento, sconfiggendoli entrambi e dando mostra dei suoi limitati poteri.
Nessuno sa con precisione cosa avvenne, ma il Warwizard fu il solo a tornare da quella missione. Secondo la sua unica testimonianza, il Preside di Galbadia era stato sconfitto e ucciso dall’Alchimista Pazzo, presto seguito dal suo braccio destro Riid, mentre Elettra e Dante non si erano neppure cimentati nello scontro, ma avevano deciso di allontanarsi per sempre da quel mondo per vivere il loro amore lontano da quel mondo, dai suoi problemi e dalle incombenze che richiedeva. Marcus invece, in minoranza contro forze troppo grandi per lui e impossibilitato a redimere Demitri dall’abisso in cui era precipitato, aveva scelto di ritirarsi, portando con sé le ultime volontà di Bryk, per poter far risorgere Balamb e per portare avanti ciò che il precedente Preside aveva incominciato. Molti Trabiani non credettero alla versione del Warwizard e sospettarono una non comprovabile vendetta trasversale nei confronti di Elettra Kusa, mentre i Balambiani non avevano ancora perdonato la servile debolezza che i nordici avevano mostrato nei confronti della consigliera e anzi sospettarono che quest’ultima avesse voluto cancellare Balamb dalla mappa politica prima di rendersi conto che non sarebbe stato possibile per la presenza del Mago Rosso. Nonostante vari tentativi diplomatici, i rapporti tra le due forze rimasero tesi per anni... e purtroppo non migliorarono affatto.
Trabia attraversò una crisi politica e sociale sempre più profonda, costellata da elezioni sempre più frequenti e da Consigli dei Monti Bianchi sempre meno capaci di finire il loro mandato. La situazione degenerò cinque anni più tardi il ritorno di Marcus, quando Ichigo Kurosaki non venne più rieletto. Cavalcando le frange più estreme dei malumori di Trabia, l'ultimo Consiglio preparò in segreto una forza d'invasione per attaccare e distruggere Balamb, che nel frattempo era risorta sotto la direzione del Warwizard. Tuttavia una terza, proditoria caduta venne scongiurata dal coraggioso gesto di Ichigo Kurosaki, che infranse il silenzio e avvertì il Preside di Balamb prima di fuggire dal suo stesso Garden. La battaglia fu inevitabile, ma la farsa di visita diplomatica dei Trabiani venne ben presto smascherata. Lo scontro divenne quindi una lunghissima battaglia tra assedianti e assediati, ma questi ultimi, ben organizzati e determinati a non cedere nulla di ciò che avevano ricostruito, respinsero ogni ondata nemica e neanche un fante trabiano riuscì a scalare la seconda cinta muraria fatta costruire nel frattempo dal Mezz'elfo. Per un giorno e per tutta la notte seguente le truppe si fronteggiarono fino allo sfinimento, ma alle prime luci dell'alba del secondo furono le truppe di Trabia a doversi arrendere.
Le condizioni di vittoria imposte da Balamb qualche giorno più tardi furono piuttosto pesanti non dal punto di vista economico, bensì politico e sociale: Marcus infatti non richiese alcun indennizzo di guerra, ma impose il ritorno alla forma di governo della Presidenza e come nuovo Preside di Trabia pose il suo vice, Medison Counters, tornato con lui in quel mondo da un'altra dimensione dopo mezzo anno dalla sua partenza.
Di Ichigo Kurosaki però, si perse ogni traccia per molto tempo.
Dal ritorno del nuovo Preside di Balamb passò un intero decennio, nel quale Galbadia non riuscì ad eleggere un nuovo capo e divenne presto preda di ripetuti attacchi di forze oscure che danneggiarono a più riprese la struttura del Garden, mentre Balamb risorse presto, pur mutata e diversa da come era stata sotto Maximoff.
A Trabia invece la vita continuò sotto il nuovo Preside Counters, seguendo apparentemente la solita routine e continuando a sviluppare nuove conoscenze e nuovi G.F. Formalmente Trabia mantenne la propria indipendenza, pur sotto la nuova reggenza, ma furono in molti nel continente nordico a sentirsi sotto il gioco sostanziale di Balamb e nel continente insulare furono in pochi a non considerarsi minacciati da un possibile ritorno alle armi di Trabia... e ancor'oggi la situazione resta tesa.
La Fortezza dei Demoni si trovò in una situazione anarchica ancora peggiore di quella di Galbadia e Trabia e le lotte per il potere vennero portate avanti per dieci anni, senza che i pochi Demoni lungimiranti riuscissero a riunire le forze per sferrare l’offensiva che li avrebbe portati alla vittoria finale. Le lotte però si conclusero quando alla fine trionfo non un Demone, ma un Demonio: Vladek Turnadrom.
Ora, all’alba del quinto secolo dalla morte della Strega Artemisia, come sarà scritta la storia del mondo? Solo la tempesta del tempo potrà dare una risposta...
Edited by Warwizard - 9/10/2009, 23:37Per sconfiggere un nemico non bisogna sfruttare solo la forza, ma anche e soprattutto la conoscenza e l'astuzia tattica.
Ma ciò che conta veramente è qualcuno su cui poter contare in simili momenti difficili. Chiunque può essere forte, ma da soli, o in compagnia degli sciacalli, si finisce per rivoltare la propria arma contro se stessi.

"Warwizard non è il tuo vero nome?" chiese la ragazza.
"No, il mio nome è sepolto nel mio passato, nel mio vecchio essere" rispose il mago guerriero
"Perché hai scelto questo nome, Warwizard?" chiese allora Diana al mezz'elfo.
"Perché non descrive la mia vita attuale, ma quello che sono" rispose "sono forte e facile all'ira. Ciò mi rende un guerriero come tanti ce ne sono. Ma so comprendere... i problemi degli altri, così come le mie colpe, che so e che devo affrontare." Il mezz'elfo sospirò, prima di continuare: "Inoltre sono anche facile al perdono. Forse troppo, forse no. Ciò mi rende anche un mago. L'unione di tali elementi forma la vera essenza del mio nome. Il fatto che sappia usare la spada e la magia assieme è solo una mera coincidenza." (fonte autografa)


La mia scheda al Saint Clan.
